Sanità veneta, aumentano i ricorsi: “Cittadini costretti a denunciare per potersi curare”

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Il quadro della sanità in Veneto si fa sempre più critico tanto che “un numero sempre maggiore di cittadini è costretto a fare ricorso contro le proprie Ulss per ottenere cure che dovrebbero essere garantite per legge”. Lo conferma Carlo Cunegato, consigliere regionale veneto che nella seduta odierna a Venezia ha ascoltato la relazione del Garante regionale dei diritti della persona, presentata in Commissione Sanità.

Una relazione che certifica un’allarmante impennata di segnalazioni e che conferma le numerose denunce fatte nel corso degli anni dai Comitati per la difesa del servizio sanitario pubblico. I dati indicano che nel 2026, a soli sei mesi dall’inizio dell’anno, le pratiche gestite hanno già raggiunto il volume complessivo dell’intero 2025: un raddoppio delle segnalazioni che vede al centro la salute e la sanità in generale come protagonista assoluto dei ricorsi.

“I veneti sono ormai costretti a fare ricorso contro le proprie Ulss per ottenere prestazioni che spettano loro per legge, in particolare a causa del cronico mancato rispetto dei tempi massimi d’attesa e del fenomeno delle dimissioni ospedaliere premature – ha sottolineato Cunegato – Questa emergenza è quotidianamente documentata dal Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP), che attraverso i suoi 55 sportelli e oltre 200 volontari ha dovuto gestire più di tremila situazioni tra ricorsi e casi presi in carico tra il 2024 e il 2025. “Sportelli che non dovrebbero esistere perchè dovrebbe essere il servizio sanitario pubblico a garantire i diritti dei veneti”, ha evidenziato il consigliere scledense.

L’esistenza stessa di tali centri di assistenza legale e burocratica per i pazienti rappresenta, secondo Cunegato, il fallimento di un sistema che dovrebbe garantire i diritti dei cittadini automaticamente. La situazione appare aggravata da una gestione politica che non riesce a invertire la rotta: “La giunta Stefani non sta invertendo la rotta – ha concluso Carlo Ciunegato – Le liste d’attesa non si accorciano, il personale continua a fuggire dal pubblico, continua a mancare un piano serio per gestire l’inverno demografico che rischia di tramutarsi in una bomba sociale. L’aumento vertiginoso dei ricorsi al Garante in appena un semestre è un segnale d’allarme che la destra, da trent’anni al malgoverno della Regione, non può continuare a ignorare”.

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