Tribunale della Pedemontana, l’iter accellera. Contrari 12 sindaci: “Indebolimento della giustizia”

Si infuoca il dibattito dopo l’accelerazione sull’istituzione di un Tribunale della Pedemontana. Dodici sindaci dell’Alto Vicentino tornano a schierarsi contro il progetto del nuovo presidio giudiziario previsto a Bassano del Grappa. I primi cittadini di Thiene, Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano (di diverso colore politico e che sarebbero destinato ad affluire per compentenza alla nuova sede) hanno diffuso un documento con cui ribadiscono la loro “assoluta contrarietà” all’iniziativa.
La vicenda riguarda il progetto di ripristino del tribunale di Bassano del Grappa, soppresso nel 2012 con la riforma della geografia giudiziaria. Il Governo ha inserito l’anno scorso il presidio bassanese in un disegno di legge (fermo alla Camera) per la riapertura di otto tribunali italiani, ribattezzandolo “Tribunale della Pedemontana Veneta”.
Secondo gli amministratori locali, la riapertura del tribunale bassanese rischierebbe però di frammentare ulteriormente il sistema giudiziario veneto, sottraendo personale e risorse ai tribunali già esistenti, in particolare a quello di Vicenza, già alle prese con gravi carenze di organico. Già nel marzo dell’anno scorso ventisette amministrazioni locali avevano scritto al Ministro della Giustizia Carlo Nordio per evidenziare le criticità del progetto. Una posizione che, sostengono, sarebbe rimasta inascoltata nonostante il successivo avanzamento dell’iter legislativo.
I firmatari ora contestano soprattutto la scelta di creare un nuovo tribunale in una fase in cui il processo telematico riduce sempre più la necessità di spostamenti fisici. A loro avviso, cittadini e imprese avrebbero invece bisogno di una giustizia “celere, efficiente e competente”, obiettivo che richiederebbe il rafforzamento degli uffici esistenti e non la loro frammentazione.
Nel mirino finisce anche la situazione del Tribunale di Vicenza, recentemente inserito dal Consiglio Superiore della Magistratura tra le sedi disagiate a causa della carenza di personale. Per i sindaci, aprire un nuovo presidio significherebbe aggravare ulteriormente le difficoltà organizzative già presenti.
Gli amministratori sostengono inoltre che la vicinanza geografica ai servizi giudiziari sia già garantita dall’attuale collocazione nel circondario di Vicenza e che, per alcuni Comuni, il trasferimento verso Bassano risulterebbe addirittura penalizzante. Per questo motivo chiedono che, qualora il progetto venisse comunque approvato, i loro territori restino all’interno della competenza del Tribunale di Vicenza e non confluiscano nel futuro circondario bassanese.
Le posizioni di Pd e Italia Viva, la risoluzione di Martini in consiglio regionale
Il documento si inserisce in un acceso confronto politico e istituzionale: da una parte il centrodestra regionale e numerose realtà economiche sostengono la necessità di un nuovo presidio per un’area considerata strategica e in forte crescita; dall’altra hanno preso posizione contraria il Partito Democratico regionale e Italia Viva, che chiedono di affrontare prima la grave carenza di personale nei tribunali esistenti, a partire da Vicenza.
Italia Viva definisce “drammatica” la situazione del tribunale berico, richiamando i dati dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza: scoperture del 20% tra i magistrati, del 50% nel personale amministrativo e oltre il 60% all’Unep. Secondo il partito di Renzi, aprire un nuovo tribunale senza nuove risorse rischia di sottrarre personale a Vicenza, aggravando ulteriormente le difficoltà del sistema giudiziario locale. Critico anche il Partito Democratico regionale. I consiglieri Antonio Dalla Pozza, Giovanni Manildo e Andrea Micalizzi ritengono prioritario potenziare i tribunali già esistenti, giudicando il nuovo presidio una scelta che rischia di indebolire ulteriormente Vicenza, Padova e Treviso.
Intanto, lo scorso 4 maggio la consigliera regionale Morena Martini (“Stefani Presidente”) ha presentato una risoluzione per accelerare l’iter parlamentare. Secondo i promotori, il nuovo tribunale servirebbe un’area da circa 500 mila abitanti, con importanti esigenze economiche e produttive. Alla presentazione erano presenti anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e il presidente della Commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio, che hanno ribadito l’impegno del Governo a rafforzare il sistema giudiziario veneto con nuove assunzioni.
Tribunale Pedemontana al bivio tra favorevoli e contrari. Il punto della situazione
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