Scontro Roma-Veneto: “Gerosa smentisce Meloni e conferma i tagli alla sanità”

E’ un corto circuito politico tra Roma e il Veneto quello che si consuma a Palazzo Ferro Fini a Venezia, con l’assessore regionale alla Sanità veneta Gino Gerosa che ha dichiarato in aula un aumento del Fondo sanitario di solo l’1,8% a fronte di un aumento della spesa regionale del 13,4% mentre il governo Meloni parla di aver aumentato i fondi per la sanità.

Una bomba politica”, sottolinea Carlo Cunegato, esponente regionale di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), che spiega come Gerosa, nel dibattito sulla relazione annuale del Garante regionale dei diritti della persona, discussa oggi in aula a Venezia, abbia di fatto smentito il governo, con il quale condivide l’orientamento politico. Numeri alla mano, significa che la sanità veneta ha perso il 10% del proprio potere d’acquisto reale, proprio mentre l’invecchiamento della popolazione fa impennare la richiesta di cure. Per Cunegato si tratta di una bomba politica: “L’assessore regionale veneto sta contraddicendo in maniera gigantesca la narrazione del governo Meloni, che continua a ripetere di aver aumentato le risorse per la sanità. E lo sta facendo non a parole, ma con i bilanci che derivano dal suo mandato di assessore”.

Il capogruppo di AVS sottolinea il tentativo di Gerosa di chiedere maggiori fondi al livello centrale ma evidenzia anche come questo sia “la prova del fallimento della politica sanitaria nazionale del governo Meloni”. “Bene che l’assessore Gerosa chieda maggiori fondi al governo centrale, noi lo facciamo da anni – ha sottolineato Carlo Cunegato – Ma è necessario che anche lui ne tragga le logiche conseguenze politiche. Il governo di destra, che è il suo punto di riferimento, sta facendo esattamente il contrario di quello che lui chiede”.

Il consigliere di AVS sottolinea come “il governo Meloni sta portando avanti un definanziamento strutturale che mette a rischio il sistema sanitario pubblico. La spesa sanitaria sul PIL è già scesa dal 7,3 al 6,3% e si avvia verso il 5,92. Questa stretta economica si sta riversando direttamente sui cittadini: in Veneto la spesa privata ha già raggiunto i 4,11 miliardi di euro di tasca propria, a cui si aggiungono 2 miliardi per la sanità in convenzione. I veneti pagano in media 847 euro pro capite per curarsi, contro una media nazionale di 730 euro, e l’8,5% della popolazione ha già rinunciato alle prestazioni mediche”.
Cunegato evidenzia inoltre che se lo stesso Gerosa ha ammesso il calo del 10% della capacità di spesa del sistema sanitario, significa che il Veneto è a due passi da una tragedia: “Sarà una bomba sociale. Di fatto, Gerosa ha confermato che il governo Meloni sta distruggendo la sanità pubblica”.

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