Progetto Silva: il Gruppo Ecoeridania ha presentato ricorso al Tar contro la bocciatura

La notizia era nell’aria, ma ora è ufficiale: Silva Srl, società del gruppo Ecoeridania, ha fatto ricorso al Tar del Veneto contro la bocciatura della Conferenza dei Servizi sul progetto per l’impianto di trattamento rifiuti e sabbie di fonderia a Montecchio Precalcino. Silva Srl aveva chiesto un ampliamento che avrebbe portato alla realizzazione, tra le altre cose, di un deposito di rifiuti, anche pericolosi, e un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari infettivi.
A pesare era stato in particolare, lo scorso 13 marzo, il parere negativo dell’Ulss 7 Pedemontana. Ad oltre un anno e mezzo dall’avvio dell’iter di Valutazione di Impatto Ambientale, la Conferenza dei Servizi che si era riunita nella sede della Provincia di Vicenza aveva bocciato il progetto, decretandone l’incompatibilità ambientale.
“Ora il Comune di Montecchio Precalcino potrebbe trovarsi in prima linea ad affrontare i problemi di insalubrità dell’aria e di viabilità che Silva aveva fin dall’inizio minimizzato, ma che erano state tra le ragioni della bocciatura. Attendiamo dunque che il Comune, così come gli enti che avevano espresso parere negativo facciano valere le loro motivazioni nella nuova fase in cui il caso Silva è entrato” dicono i cittadini di Dueville, Villaverla e Montecchio Precalcino riuniti nel comitato Tuteliamo la Salute.
“Vogliamo ricordare – dice il comitato in una nota stampa – che, rispetto a quando Silva Srl aveva presentato il progetto, ora c’è un vincolo legislativo preciso e difficilmente superabile: le zone di salvaguardia a tutela dell’acquifero”. Lo scorso 29 aprile, infatti, la Regione Veneto aveva annunciato l’approvazione definitiva delle aree di salvaguardia dei pozzi idropotabili del gestore acquedottistico padovano AcegasApsAmga, situati tra Villaverla e Dueville, un chilometro a Sud rispetto all’insediamento di Silva. “All’interno delle zone di salvaguardia – aggiunge il comitato – è vietata la gestione di rifiuti e lo stoccaggio di sostanze chimiche pericolose. Già lo stesso impianto attuale di Silva probabilmente non è compatibile con le prescrizioni richieste. Silva, ad oggi, gestisce rifiuti, in particolare gli scarti delle fonderie: si tratta di sabbie esauste che possono contenere residui di metalli pesanti, fluoruri, Ipa, cloruri e diossine, a seconda del tipo di processo di fusione e del sistema di leganti utilizzato”.
La conferenza dei servizi ha deciso: bocciato il progetto Silva a Montecchio Precalcino
“Desideriamo ricordare, infine, – aggiungono gli attivisti – gli enti, le autorità, le associazioni che negli scorsi mesi sono stati a fianco del Comitato Tuteliamo la Salute evidenziando le numerose criticità del progetto Silva e che hanno dato credito ed autorevolezza a quanto sostenuto dal nostro Comitato”. Un lungo elenco: Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Viacqua, AcegasApsAmga, Consiglio di Bacino Bacchiglione, Ulss 7 Pedemontana, Ufficio UNESCO della città di Vicenza, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, , Diocesi di Vicenza, Diocesi di Padova, Re Carlo III d’Inghilterra, LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli, Italia Nostra, MammeNoPfas, Legambiente, Rete Zero Pfas Italia, Consiglio Regionale del Veneto all’unanimità, Comune di Abano Terme, Comune di Arzergrande, Comune di Brugine, Comune di Codevigo, Comune di Cona, Comune di Correzzola, Comune di Legnaro, Comune di Padova, Comune di Piove di Sacco, Comune di Polverara, Comune di Pontelongo, Comune di Sant’Angelo di Piove di Sacco, Comune di Vicenza, Comune di Dueville, Comune di Creazzo, Comune di Monteviale, Comune di Monticello Conte Otto, Comune di Costabissara e Comune di Sarcedo.
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