Iran, dagli Usa nessuna decisione dopo la riunione nella Situation Room

Al termine di oltre due ore di riunione nella Situation Room con i suoi più stretti consiglieri, il presidente americano Donald Trump non ha sciolto le riserve sull’accettare o meno il memorandum of understanding, la ‘Dichiarazione di Islamabad’, raggiunto dai suoi negoziatori. Anche se un’intesa appare vicina – hanno riferito alcune fonti al New York Times – restano ancora alcuni temi da discutere, incluso lo sblocco dei fondi iraniani congelati.
A tal proposito in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, scrive: “La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l’America e rispetterà le sue linee rosse. L’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”.
Nonostante la mancata decisione, i mercati finanziari proseguono in rialzo scommettendo sul via libera all’intesa mentre il petrolio scende intorno ai 90 dollari vedendo una schiarita all’orizzonte. A rincuorare gli investitori sono anche le parole scritte dal tycoon su Truth, prima di riunirsi in conclave con i suoi consiglieri: le navi Usa per il blocco dello Stretto “possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie”.
Teheran, però, frena e a stretto giro, lo sfida proprio su Hormuz. Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano ha infatti affermato: “La gestione dello Stretto da parte dell’Iran si è ormai consolidata a livello internazionale”. E ancora: “Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro”.
Dal canto suo il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti “sono impegnati a impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”, parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore. Hegseth ha aggiunto che Washington rimane fedele alle proprie priorità in materia di sicurezza internazionale, affermando esplicitamente che “abbiamo ancora obblighi globali per garantire che, per esempio, l’Iran non si doti di un’arma nucleare”.