Mistero a Gisbenti: involucri sospetti e odore nauseante, indagini in corso

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Un odore acre, persistente, impossibile da ignorare. Poi un involucro voluminoso, abbandonato tra la vegetazione di località Gisbenti, a Valli del Pasubio, in una zona isolata ma non del tutto lontana dalle case. È bastato questo per far scattare l’allarme tra alcuni residenti, che nel pomeriggio di ieri hanno allertato le autorità, dopo che già nella tarda mattinata una segnalazione era stata fatta da alcuni operai impegnati in un vicino cantiere stradale. Da quel momento, su quel lembo di territorio ai piedi del Pasubio è calato un silenzio operativo che lascia intuire la delicatezza del caso.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e le autorità sanitarie veterinarie, che hanno rinvenuto una grande quantità di pellami – in prevalenza ovini – e alcune tracce di carcasse animali. Materiale in stato di deterioramento, che ha reso necessario un intervento immediato di bonifica per evitare rischi ambientali e sanitari. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Nessuna pista viene esclusa, nessuna viene confermata. Ma una coincidenza temporale non è passata inosservata: in questi giorni cade l’Eid al-Adha, la festa musulmana del Sacrificio, una delle ricorrenze più importanti dell’Islam. Una celebrazione che prevede l’abbattimento rituale di un animale – solitamente un ovino – e la distribuzione della carne tra famiglia, amici e persone bisognose.

In Italia, la macellazione rituale è consentita solo in strutture autorizzate, nel rispetto delle norme sanitarie e del benessere animale. Qualsiasi pratica al di fuori di questi canali è illegale. Da qui l’ipotesi, circolata tra i residenti, che il ritrovamento possa essere collegato a un sacrificio non autorizzato. Ma si tratta, al momento, solo di una suggestione locale: saranno le verifiche tecniche, l’analisi dei materiali e il controllo delle telecamere e dei varchi a stabilire se esista davvero un nesso. Il sindaco di Valli del Pasubio, Gianvalerio Piva, non si sbilancia sulle cause, ma sottolinea la rapidità dell’intervento: “Ringrazio le forze dell’ordine e i servizi sanitari intervenuti per la tempestività e la professionalità dimostrate. Il loro intervento ha permesso di scongiurare un’emergenza ambientale che avrebbe potuto avere conseguenze serie per la nostra comunità. Ora è fondamentale che le indagini facciano piena luce sull’accaduto: ci affidiamo agli inquirenti e alle autorità competenti per capire l’origine e la natura di quanto rinvenuto. La priorità resta garantire sicurezza e tutela del territorio”.

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