Inquinamento dai Pfba nelle gallerie Spv: a ottobre l’udienza preliminare

Si terrà il prossimo 6 ottobre l’udienza preliminare relativa all’indagine della Procura di Vicenza per il possibile inquinamento da Pfba dovuto alle terre di scavo delle gallerie della Superstrada Pedemontana Veneta. L’appuntamento è fissato per le 10.30.
I reati contestati restano inquinamento ambientale e omessa bonifica. Dodici gli imputati: i vertici del Consorzio Sis e della società legata alla superstrada, nonché responsabili tecnici e direttori di cantiere. Compariranno tutti davanti il giudice chiamato a decidere sul loro rinvio a giudizio.
Come si ricorderà, la Procura ritiene che non siano state rispettate le prescrizioni sulla composizione del calcestruzzo usato per realizzare le gallerie di Malo e di Sant’Urbano della Spv, nel Vicentino: fu l’ultima tranche della superstrada ad essere aperta al traffico e la loro realizzazione fu contrassegnata da problemi, sequestri, e rinvii, anche a causa della morte di un operaio durante i lavori. C’era, insomma, fretta di consegnare alla Regione l’opera ultimata, passaggio che consentiva poi di avviare i passaggi successivi di un project financing fortemente contestato da parte della politica e dei comitati di cittadini.
Per accelerare la presa del calcestruzzo fu usato un composto della ampia famiglia dei famigerati Pfas, le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche: il Pfba, una sigla che fa riferimento all’Acido Perfluorobutanoico. Noto come Pfas a “catena corta”, è impiegato in vari processi industriali e si trova spesso come sottoprodotto di degradazione di altri composti fluorurati.
Al centro dell’indagine, in particolare, c’è un accelerante, il Mapequick, che sarebbe emerso avere avuto concentrazioni di Pfba superiori ai valori di soglia. Il materiale di riporto estratto dopo le gettate di calcestruzzo non avrebbe solo contaminato i torrenti e le acque sotterranee vicino ai cantieri a Montecchio Maggiore, Castelgomberto e Malo, ma è stato poi trasferito in una ventina di luoghi di stoccaggio, fra cui parecchie cave, sparse nel vicentino. I legali degli imputati sono però convinti di dimostrare la correttezza delle azioni messe in campo dai loro assistiti. Intanto, i sindaci sono in contatto per valutare di costituirsi parte civile.
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