Vicenza, incendio al bar-tabaccheria per truffare l’assicurazione: cinque arresti

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Ci sarebbe una sofisticata frode assicurativa, che si è conclusa nelle scorse ore con l’esecuzione di cinque misure cautelari in carcere, dietro i due incendi avvenuti in un bar-tabaccheria di Ospedaletto a Vicenza. Sono i frutti dell’operazione – condotta congiuntamente dalla Squadra Mobile della Questura di Vicenza, con il coordinamento dello Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza – con la quale è stata sgominata un’organizzazione criminale che si era specializzata in incendi dolosi.

Tutto ha avuto inizio il 26 marzo dell’anno scorso, quando un incendio ha devastato i locali di un bar-tabaccheria situato in via Girotto a Vicenza, al piano terra di un edificio condominiale. Sin dai primi rilievi, gli inquirenti hanno notato anomalie, in particolare l’assenza di segni di effrazione. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura, ha poi svelato che l’episodio era solo l’inizio: l’11 novembre scorso si è registrata una violazione dei sigilli dell’immobile, e nella notte tra il 27 e il 28 gennaio di quest’anno è divampato un secondo rogo, anch’esso di natura dolosa.

Il quadro accusatorio punta dritto a una regia ben organizzata. Secondo gli inquirenti, il gestore di fatto dell’esercizio e la titolare formale, nipote del primo, avrebbero pianificato i crimini con lo scopo di riscuotere indebitamente il premio assicurativo e, nel secondo caso, di distruggere le prove del primo sinistro. Per l’esecuzione materiale, la coppia si sarebbe avvalsa di tre complici provenienti da Reggio Calabria, giunti appositamente in trasferta per le operazioni illecite.
Fondamentale per la chiusura del cerchio è stata l’analisi certosina dei tabulati telefonici e delle celle agganciate. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti dei presunti esecutori: viaggi in aereo da Lamezia Terme a Milano Malpensa e successivi spostamenti in auto verso Vicenza, con rientri immediati in Calabria subito dopo la commissione dei fatti, proprio per far perdere le tracce.

Contestualmente agli arresti, le forze dell’ordine hanno perquisito le abitazioni degli indagati e diversi locali commerciali a loro riconducibili, sia nel vicentino che nel reggino, ritenuti intestati fittiziamente a terzi.
Il procedimento penale è attualmente in fase di indagine preliminare. Come da prassi e in osservanza del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

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