Lega vicentina in crisi, fra le dimissioni di Pretto (e consorte) e i nuovi circoli di Vannacci

Acque politiche movimentate nella Lega nell’Alto Vicentino. Nell’ordine, la settimana scorsa ha lasciato la Lega (partito di cui è stato anche segretario provinciale), il deputato di Marano Erik Umberto Pretto. A Marano è stato seguito dalla moglie Giulia Berto, consigliera comunale iscritta al partito, che tre giorni fa, ha annunciato di aver rassegnato le sue dimissioni da militante del partito Lega per Salvini Premier, a cui era iscritta dal 2017. Il motivo? “Il trattamento ingiusto ed irriguardoso che è stato riservato a mio marito, Erik Umberto Pretto”.
Al centro della scelta di Berto, in particolare, la notifica dell’avvio di un provvedimento disciplinare “grave e assolutamente infondato” per mancati versamenti della quota mensile al partito, senza una contestazione precedente: “un atto becero alla luce del grande lavoro che ha svolto per la Lega in tutti questi anni, con particolare riferimento al continuo supporto che ha sempre saputo dare a tanti militanti e amministratori locali”. “La Lega – aggiunge dura – ormai si ricorda dei propri amministratori soltanto quando ci viene proposta qualche gazebata o la presentazione di qualche vano atto di indirizzo nei Consigli comunali, senza che ci venga trasmessa alcuna strategia”.
Qualche giorno fa Pretto aveva annunciato le dimissioni con una intervista al Giornale di Vicenza. Una decisione “dolorosa e irrevocabile”. Da tempo critico sulla linea politica del partito, aveva definito il provvedimento disciplinare “infondato e irricevibile”. Ora siede nel Gruppo Misto. Ma a creare scossoni a destra, c’è anche il proliferare di vari comitati di Futuro Nazionale del generale Vannacci. Numeri che raccontano un radicamento, ma soprattutto una strategia in rapida ascesa. La nuova destra organizzata nell’area vicentina accelera e mette in fila risultati che, nel giro di pochi mesi, ridisegnano la presenza sul territorio: oltre mille iscritti in provincia, con 150 nel solo capoluogo, e 23 circoli già attivi, tanto da collocare Vicenza al secondo posto in Veneto, subito dietro Verona.
A tenere le fila, insieme a Joe Formaggio, c’è un nome storico della destra locale, Stefano Boschiero, figura di riferimento nella costruzione di questa rete che punta a consolidarsi in vista dei prossimi appuntamenti politici. Il dato non è solo quantitativo. È territoriale. E a guardarlo nel dettaglio emerge una mappa significativa. Nell’alto vicentino, Thiene, il comitato costituente “Futuro Nazionale Thiene 683” ha portato a casa 98 tesserati, un risultato considerato rilevante dagli organizzatori, segnale di un’area che risponde con interesse. Ma è a Schio che il lavoro organizzativo sembra aver trovato un equilibrio più avanzato. Qui si è tenuta la riunione del comitato “Futuro Nazionale Schio 1287”, appuntamento che ha riunito iscritti e simpatizzanti per definire priorità e struttura dell’azione politica locale, tra i quali
Il messaggio che emerge è chiaro: costruire una rete stabile, capace di andare oltre le fiammate elettorali. Tra i temi affrontati, un’attenzione marcata alle politiche sociali, con un focus su famiglie e fasce più fragili, ma anche sulla necessità di rafforzare i servizi locali. Non solo. Ampio spazio è stato dedicato allo sviluppo economico dell’Altovicentino, alla valorizzazione delle attività produttive e alle opportunità di crescita di un’area che, tra industria e artigianato, resta uno dei motori della provincia: “Vogliamo che questo circolo diventi una casa aperta a tutti coloro che desiderano impegnarsi per il bene della comunità – ha dichiarato il referente del comitato Alexandros Zachos assieme a Dario Peripoli – l’obiettivo è creare un punto di riferimento per il confronto democratico, l’ascolto dei cittadini e la partecipazione attiva alle scelte che riguardano il nostro territorio e l’ Alto Vicentino.
In filigrana, però, si legge anche un altro obiettivo: trasformare un consenso diffuso in una macchina organizzativa solida. Perché mille iscritti, da soli, non fanno una struttura. Ma ventitré circoli sì. E il fatto che Vicenza oggi si collochi subito dietro Verona nella geografia regionale della destra organizzata indica che il lavoro non è episodico. È pianificato. E mira a radicarsi.
Divorzio fra Erik Pretto e la Lega? “Non meritavo questo trattamento”
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