Tragedia del Pasubio, chi erano Sofia e Giosuè: la passione per lo sport e la montagna

Erano due grandi appassionati di sport e di montagna, Sofia Dalle Nogare e Giosuè Baldassare le due giovani vittime precipitate ieri sul massiccio del Pasubio durante una scalata. Sono caduti mentre affrontavano lo Spigolo Boschetti-Zaltron, una via di arrampicata della parete Sojo d’Uderle sul versante vicentino del Monte Pasubio. Un salto nel vuoto di cento metri che non ha lasciato scampo ad entrambi. A dare l’allarme, stando alle ricostruzioni, intorno alle 11,30 di ieri, domenica 14 giugno, è stata l’altra cordata di amici scledensi che ha assistito impotente all’incidente, composta da Filippo Agricola e Alessandro Filippi: hanno visto i due giovani amici precipitare nel vuoto.
Le indagini
Su quanto accaduto è aperta un’indagine da parte sia del Soccorso alpino che dei carabinieri. Fra le ipotesi, ma non la sola, quella che i due fossero arrivati ad un punto di sosta e che uno dei due, momentaneamente sganciato, abbia perso l’equilibrio, tirandosi dietro l’altro, sfortunatamente pure sganciato in quel preciso istante. I due infatti sono stati rinvenuti alla base della parete legati fra loro ma non sarebbero stati trovati ancoraggi o protrezioni vicino ai corpi. Tutte le ipotesi sono comunque al vaglio degli inquirenti.
Il cordoglio unanime
Oggi due comunità e i tanti mondi a cui i due giovani e le loro famiglie appartenevano sono sotto shock e si susseguono anche sui social i messaggi di cordoglio. Nonostante la giovane età Sofia e Giosuè, due splendidi ragazzi, erano alpinisti formati ed esperti, amanti da anni dell’adrenalina che solo il mix fra attività sportiva e passione per la montagna sanno dare.
Sofia: il nuoto, le arrampicate
Lei, Sofia Dalle Nogare, classe 2001 (avrebbe compiuto 25 anni a inizio agosto), praticava nuoto, scialpinismo, oltre che arrampicata. Amava l’adrenalina e la natura. Studentessa del liceo Tron-Zanella e poi dell’Università di Ferrara, era stata per anni un’atleta della società sportiva Nuoto Schio e d’estate tornava volentieri a lavorare in piscina come assistente ai bagnanti. Un post delle Piscine di Schio la ricorda: “Ciao Sofia. Sei stata parte della nostra famiglia. Grazie per tutto quello che hai condiviso con noi. Non ti dimenticheremo”. Era una ragazza solare,
intraprendente e sempre sorridente. La sua è una famiglia di sportivi e scalatori, il padre Fabio Dalle Nogare e il fratello Matteo in particolare, mentre lo zio fa parte del soccorso alpino di Schio. Sofia stessa apriva nuove vie in arrampicata. Anche la mamma Desirè Martini è un’appassionata sportiva, frequentatrice dell’impianto natatorio della Campagnola.
Il funerale di Sofia Dalle Nogare è fissato per giovedì 18 giugno alle 10 nel Duomo di Schio.
Giosuè, gli studi al Parolini, il lavoro da vigile del fuoco
Anche la famiglia di Giosuè Baldissera – 26 anni, originario di Semonzo del Grappa – è un nucleo appassionato di montagna: il padre Thomas è un esperto alpinista e anche la madre si cimenta con le arrampicate. Giosuè aveva studiato all’istituto agrario Parolini di Bassano. “Era uno dei migliori”, ricorda commosso il suo “prof” Emanuele Rigon. In quinta superiore, nel 2019, con l’amico fidato e compagno Giacomo Battaglia aveva percorso in nove giorni a piedi il Brenta dalle foci del Lago di Caldonazza all’Adriatico, a Chioggia: oltre 200 chilometri, dal 31 dicembre all’8 gennaio, per monitorare la salute del fiume, analizzarne i livelli di inquinamento e invitare a cambiare passo a favore dell’ambiente. Fiumi e rafting, insieme alla montagna, erano un’altra sua grande passione.
Da grande appassionato di scienza, aveva scelto il percorso di laurea in scienze geoligiche all’Università di Padova, dove si era laureato nel 2023 con una tes sul “management fluviale a Vicenza negli ultimi 150 anni”. Poi nel giugno 2024 era arrivata la scelta di entrare nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: al termine del percorso formativo, era stato assegnato inizialmente alla sede Centrale del Comando Provinciale di Vicenza e successivamente al distaccamento di Asiago, dove attualmente prestava servizio.
“Giosuè – scrive oggi il comando provinciale in una nota stampa – era un ragazzo solare, capace di trasmettere gioia, gentilezza e serenità a quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Il suo sorriso e la sua disponibilità hanno lasciato un segno profondo nei colleghi e nelle persone che ha incontrato nel proprio percorso professionale e umano.
Lavoratore instancabile, affrontava ogni incarico con dedizione e spirito di servizio, sempre pronto ad aiutare il prossimo. Grande appassionato della montagna, aveva trovato nella realtà operativa del Distaccamento di Asiago la dimensione lavorativa ideale che gli aveva permesso di creare un forte legame con il personale della ‘Sua Squadra’ sia in intervento che nei frequenti addestramenti in caserma. Infatti Giosuè, pur risiedendo a Vicenza aveva scelto di restare in Servizio ad Asiago mettendo quotidianamente a disposizione della collettività e dei colleghi il proprio entusiasmo, le proprie competenze e il proprio profondo senso del dovere. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e, in particolare, nel Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Vicenza.
Di Giosuè rimarranno vivi il ricordo del suo sorriso, la generosità del suo animo e l’esempio di un giovane collega che ha saputo incarnare con autenticità i valori del Corpo.
Tutto il personale del Comando dei Vigili del Fuoco di Vicenza, nel partecipare al lutto, esprime ai familiari, agli amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene il più sincero cordoglio e le più sentite condoglianze”.
Dramma sul Pasubio: morti due giovani precipitati dalla parete del Sojo d’Uderle
Martina Guglielmi, esperta alpinista e blogger (“Avevo le vertigini“) conosce le famiglie di entrambi. “Erano un ragazzo e una ragazza splendidi, formati per andare in montagna ed esperti, nonostante la giovane età. Quanto accaduto deve essere un monito: il rischio zero in montagna non esiste, nonostante la preparazione. Ma senza preparazione i pericoli si moltiplicano, per questo è importante approcciarsi all’alpinismo in modo graduale e solo dopo aver seguito corsi specifici”.
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