Tribunale della Pedemontana, mobilitazione corale a Bassano: “Presidio vitale”

Una mobilitazione compatta ha animato questa mattina la Cittadella di Giustizia di via Marinali a Bassano del Grappa. Sindaci, istituzioni, rappresentanti delle categorie economiche e semplici cittadini si sono uniti in un affollato flash mob per ribadire a gran voce il sostegno all’istituzione del Tribunale della Pedemontana, definito da più parti come una necessità strategica e non un semplice “ritorno al passato”.
L’iniziativa ha visto la presenza dei vertici istituzionali del territorio, tra cui il sindaco di Bassano Nicola Finco, il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin e il Presidente di Confindustria Bassano in rappresentanza delle categorie economiche, mentre il Presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani ha inviato un messaggio scritto. Presente anche la consigliera regionale Morena Martini, che ha presentato in consiglio regionale una risoluzione per sollecitare il completamento dell’iter legislativo, e la sottosegretaria di Stato al Ministero delle imprese e del made in Italy Mara Bizzotto, che ha assicurato senza mezzi termini: il Tribunale della Pedemontana si farà, perché ha l’appoggio del Governo e, salvo qualche distinguo, delle forze politiche che lo sostengono.
Un progetto di area vasta
“Parliamo di un presidio di giustizia che aggiunge, non che toglie” ha dichiarato il presidente della Provincia Andrea Nardin, presente al fianco degli amministratori locali. Nardin ha voluto smontare le polemiche, focalizzando l’attenzione sui benefici reali: “Il Tribunale arricchisce l’intero territorio vicentino, favorendo una migliore operatività complessiva e alleggerendo il carico degli uffici di Vicenza, Padova e Treviso. È una questione di prossimità e di efficienza, vitale per un’area vasta di oltre 500 mila abitanti, con 72 comuni coinvolti e un tessuto produttivo tra i più dinamici d’Europa”.
Il sindaco Nicola Finco ha ribadito il concetto, sottolineando che il bacino di utenza del nuovo presidio supererebbe quello del 70% dei tribunali italiani. “Non stiamo parlando di un ‘tribunalino’ – ha affermato Finco – ma di una risposta concreta alle esigenze di cittadini e imprese, che restituirà un servizio essenziale a una zona che ne è stata ingiustamente privata nel 2012”.
L’iter legislativo
Sul fronte politico, la sottosegretaria Mara Bizzotto ha garantito che l’iter sta procedendo senza intoppi. “Dopo l’approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei Ministri nel luglio 2025, il testo è ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera. Il nostro impegno è che diventi legge entro la fine della legislatura”. Bizzotto ha inoltre respinto le accuse di campanilismo, ribadendo che l’incremento di organico previsto dal Ministero porterà magistrati e personale amministrativo aggiuntivo a beneficio dell’intero sistema veneto.
Il dibattito aperto
Nonostante il forte sostegno espresso durante il sit-in di oggi, il tema rimane al centro di un vivace confronto pubblico. Se da un lato istituzioni e imprese del Bassanese premono per l’apertura, dall’altro non mancano voci critiche, specialmente tra alcuni ordini professionali. In questo contesto, si inserisce il dibattito emerso nei giorni scorsi, segnato dal flashmob degli avvocati che hanno espresso forti dubbi sulla reale utilità del presidio giudiziario. Sulla stessa linea l’avvocato Gaetano Crisafi che a nome del Comitato per una Giustizia di Qualità critica le vaghe rassicurazioni politiche di Fratelli d’Italia sul Tribunale della Pedemontana, esigendo garanzie normative vincolanti. Crisafi denuncia anche il rischio di impoverire gli uffici esistenti e segnala una crescente opposizione dei territori coinvolti, chiedendo una riforma fondata su dati concreti e ascolto reale anziché su annunci.
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