Legge elettorale, la Camera boccia l’emendamento della maggioranza per un voto

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Terremoto sulla legge elettorale con i franchi tiratori che affossano le preferenze: nonostante il via libera annunciato in mattinata da Lega e Forza Italia, l’emendamento di FdI sul quale la premier Giorgia Meloni aveva ‘messo la faccia’ non regge allo scrutinio segreto alla Camera e viene bocciato per un solo voto: 188 contro 187. Sono almeno una trentina i voti mancanti.

Le reazioni. “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il ko sulle preferenze. “L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci”. Il post si conclude con un “P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”.

Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte chiede a Meloni di “aprire la crisi di governo e andare a casa”. La segretaria dem Elly Schlein parla di un voto contro l’arroganza della premier e dice: “È un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne”. E ancora: “Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei nostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa”.

Attacca anche Matteo Renzi: “La maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo”.

Il leader di Avs Nicola Fratoianni ha criticato la decisione della maggioranza in Capigruppo di proseguire l’esame degli emendamenti in seduta notturna, dopo una sospensione a seguito del voto sulle preferenze. “È una scelta indecorosa, abbiate la decenza almeno di interrompere questa discussione. Prendetevi il tempo necessario per riflettere, che oggi vada avanti come se niente fosse è ridicolo e indecente”.

Il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa: “Alla luce del voto sulle preferenze ricordo che nel bicameralismo esiste la concreta possibilità di modificare, anche chirurgicamente, quanto votato alla Camera. Ovviamente con un voto favorevole che per il regolamento del Senato non consente sul punto il voto segreto e rende perciò palesi gli intendimenti dei singoli senatori”.

Il voto alla Camera “è stato un incidente di percorso, non sarebbe dovuto accadere, bisognerà riflettere. Non era un tema fondamentale, non era la fiducia al governo. Si va avanti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando il voto sugli emendamenti oggi alla Camera, a margine della festa della Repubblica francese a palazzo Farnese a Roma.

Simili anche le parole di Riccardo Magi di +Europa: “Il voto di in aula, visto che la ministra si è rimessa al parere della commissione, è un voto di sfiducia piena verso il governo Meloni. La storia di questa legge elettorale è quella di una imposizione: Meloni ha detto ‘Noi andremo avanti, se l’opposizione la vota bene, altrimenti andremo dritti con la forza dei numeri’. Non avete più i numeri – ha aggiunto – dovrete prenderne atto”.

Il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi afferma: “Il valore politico di quel che è accaduto non si nasconde. C’è una riflessione da fare ma sospendere i lavori sulla legge elettorale non è corretto”.