Morte Fakir: indagini sui soccorsi a Bologna. Sei gli indagati

La Procura della Repubblica di Bologna ha avviato i primi accertamenti formali in merito alla morte di Abderrahim Fakir, il cittadino di origini marocchine di 43 anni deceduto in via Svevo al culmine di un intervento di polizia e personale sanitario. L’ufficio giudiziario guidato dal procuratore capo Paolo Guido ha iscritto un procedimento penale finalizzato a ricostruire con esattezza l’intera dinamica degli eventi e stabilire eventuali responsabilità.
Sotto il profilo procedurale, l’inchiesta presenta un rilevante elemento di novità tecnica. L’autorità giudiziaria ha infatti disposto l’iscrizione del fascicolo nel registro Modello 45 bis, ovvero il Registro delle annotazioni preliminari. Si tratta della prima applicazione a livello nazionale della recente normativa introdotta dal legislatore, che prevede una sezione separata per i soggetti a cui viene attribuito un fatto di reato commesso a causa o nell’esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza. Al momento, dunque, non vi sono formali iscritti nel registro degli indagati tradizionale (Modello 21).
I soggetti inseriti in questa fase nel registro delle annotazioni preliminari sono complessivamente sei, ovvero tutte le persone che hanno preso parte attiva alle diverse fasi del prolungato intervento in via Svevo. Tra i nomi figurano sia gli agenti di polizia intervenuti sul posto per bloccare l’uomo, sia il personale sanitario del 118 giunto successivamente per prestare soccorso. L’iscrizione è un atto dovuto che garantisce lo svolgimento degli accertamenti con le massime tutele legali previste per tutte le parti coinvolte.
Le indagini si stanno concentrando sull’analisi del materiale video acquisito dagli inquirenti. Oltre al filmato registrato da un residente e divenuto virale sul web, la Procura ha acquisito le registrazioni degli apparati istituzionali e delle bodycam in uso alle forze dell’ordine. Gli accertamenti medico-legali e l’esame autoptico, che verrà affidato nelle prossime ore, risulteranno determinanti per stabilire la causa esatta del decesso e verificare l’eventuale incidenza di patologie pregresse o dello stato di alterazione del soggetto durante le fasi del blocco a terra.