Sbarca ad Asiago “Forest”, il documentario sul lavoro nei boschi in Altopiano, fra Vaia e bostrico

“Forest Il futuro ha radici antiche”, il documentario girato in Altopiano e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, arriva ad Asiago mercoledì 29 luglio alle 17, presso il cinema Il Grillo Parlante.
Il documentario racconta il mondo delle foreste attraverso il lavoro di chi ogni giorno si occupa della loro cura e gestione, mostrando il ruolo fondamentale delle competenze forestali nella tutela di un patrimonio naturale che appartiene alla collettività. Lorenzato e Zarpellon, bassanesi, hanno già realizzato documentari significativi, come il toccante “Marmolada 03.07.22“, “Gino Soldà – una vita straordinaria” e “Tra Natura e quota” con Giovanni Storti.
La proiezione accompagna il pubblico alla scoperta del profondo legame tra uomo, bosco e territorio attraverso immagini e testimonianze di grande intensità. Il documentario racconta la realtà del lavoro forestale nello straordinario bosco del Monte Meletta a Gallio, mettendone in luce il valore ambientale, sociale e culturale dopo le conseguenze della tempesta Vaia.
Un viaggio emozionante che invita a riflettere sull’importanza della gestione sostenibile delle foreste e sul ruolo fondamentale di chi ogni giorno si prende cura di un patrimonio naturale prezioso per il futuro.
Prodotto da Cineblend, “Forest” attraverso un tour che sta attraversando l’Italia, in collaborazione con esperti del mondo della montagna e del lavoro forestale, punta i riflettori sul ruolo fondamentale che i boschi e la loro gestione sostenibile svolgono per l’ambiente e per la società.
Il film entra nel bosco del Monte Meletta, nel Comune di Gallio, sull’Altopiano dei Sette Comuni, un territorio segnato dagli effetti della tempesta Vaia e dalla successiva diffusione del bostrico, un insetto che attacca gli abeti rossi e che ha trovato, là dove si era abbattuta la tempesta, il nutrimento per crescere a dismisura. Da qui prende forma un racconto che non si limita a osservare il bosco come paesaggio, ma che lo considera al tempo stesso come un ecosistema prezioso e una fonte di bioeconomia: un luogo attraversato da equilibri complessi e da necessità di intervento spesso invisibili allo sguardo comune.
Al di là della contrapposizione semplicistica tra ambientalismo e gestione forestale, il documentario mette al centro l’urgenza di formare professionisti capaci di operare nel bosco con competenza, responsabilità e moderna consapevolezza ambientale. Protagonisti di questo percorso due ragazze e due ragazzi, allievi di un corso di formazione forestale, affiancati dai fratelli Michele e Giorgio Sambugaro, operatori esperti che li accompagnano nel passaggio dalla teoria alla pratica, insegnando loro a leggere i segnali invisibili del bosco e a confrontarsi con la responsabilità di chi deve prendersene cura. Attraverso il confronto con i loro istruttori, i quattro giovani imparano così a riconoscere le situazioni di rischio e a comprendere che ogni intervento richiede attenzione, metodo e rispetto per l’ambiente in cui si opera, con lo sguardo sempre rivolto al futuro, quindi alla sostenibilità. Il documentario racconta così un mestiere antico ma ancora attualissimo e profondamente trasformato dalla ricerca, dalla tecnologia, dalla cultura della sicurezza e da una nuova consapevolezza ecologica.
Qui tutte le future proiezioni del documentario.
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