Tre indagati per la morte di Leonardo Cortese durante una sfida di apnea

Ci sono tre indagati per la morte del 19enne Leonardo Cortese, che ha perso la vita mentre si trovava in piscina a Montecchio Precalcino: si tratterebbe dei gestori dell’impianto Bluplanet 4.0 e del responsabile della vigilanza in vasca al momento del decesso. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire ai legali dei tre di nominare anche di un consulente di parte in vista dell’autopsia, in cui incarico è stato fissato oggi, ma anche per chiarire se i soccorsi sono stati adeguati.
Dall’esame autoptico si potrà capire la causa della morte del ragazzo, che solo alcune settimane fa si era diplomato e che voleva iscriversi alla facoltà di Fisica.
Leonardo Cortese, che viveva a Trento, lunedì pomeriggio 3 agosto si trovava con un amico (la cui famiglia ha una casa di proprietà non lontano) nell’impianto di via Venezia (che è privato ma aperto al pubblico) e stava effettuando delle prove di attraversamento della vasca in apnea: una sfida banale, fatta da chissà quanti e chissà quante volte.
Erano da poco passate le 16, il ragazzo si è tuffato per il secondo tentativo e ha fatto quasi tutta la vasca nuotando a rana in apnea. Quando l’amico ha visto che ci metteva troppo a tornare a galla, ha lanciato un grido di aiuto. I soccorsi sono stati immediati.
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“Per prestargli soccorso non si è risparmiato nessuno”
La Procura sta coordinando le indagini dei carabinieri di Thiene, che stanno analizzando anche le immagini di videosorveglianza per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Ieri in segno di “profondo rispetto” la piscina è rimasta chiusa. “Nessuna parola può esprimere lo sgomento e la profonda tristezza che tutti stiamo vivendo” ha scritto sui social la direzione della Bluplanet 4.0, che gestisce la piscina. E alcuni utenti, che erano presenti quel tragico pomeriggio, hanno commentato elogiando la prontezza di intervento e la prepazione delle prime persone intervenuto in soccorso del ragazzo, al quale sono state praticate subito le manovre rianimatorie in attesa dell’elisoccorso. “Da presente al fatto – scrive un’utente – posso solo dire che i ragazzi dello staff, e soprattutto i bagnini, hanno fatto l’impossibile fin dai primi istanti. Non si è risparmiato nessuno. Veramente avete fatto tutto quello che si poteva fare per cercare di salvarlo”.
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