Monte Grappa, acqua piovana contro i roghi: sull’Asolone la maxi vasca antincendio

Un milione di litri d’acqua ad alta quota per assicurare il Monte Grappa contro gli incendi. Prende il via sul Monte Asolone, a circa 1.300 metri di altitudine, il progetto promosso dal Comune di Pove del Grappa per la realizzazione di una maxi vasca antincendio da 1.000 metri cubi. Un’opera strategica da quasi 166mila euro, finanziata dal Ministero dell’Ambiente grazie ai fondi “Siti naturali UNESCO per il Clima 2023”, pensata per dare un aiuto concreto alla lotta ai roghi su un territorio carsico ad altissimo rischio.
Il progetto vale esattamente 165.920 euro è uno degli interventi resi possibili dal riconoscimento del Monte Grappa come Riserva della Biosfera Mab Unesco. L’opera creerà un nuovo punto di approvvigionamento idrico in un’area classificata a rischio incendi molto alto. Nel complesso, alla Riserva del Monte Grappa sono stati assegnati oltre 2,5 milioni di euro per interventi nelle province di Treviso, Vicenza e Belluno.
Il progetto del Comune di Pove del Grappa prevede una riserva da circa un milione di litri d’acqua a disposizione delle squadre e dei mezzi impegnati nella lotta agli incendi boschivi sul Massiccio del Grappa. L’intervento nasce da un’esigenza quanto mai attuale, quella garantire alle squadre AIB e ai mezzi aerei, elicotteri compresi, un punto di approvvigionamento idrico direttamente sul massiccio.

L’area centro-meridionale del Grappa è infatti classificata dalla Regione Veneto nella fascia più elevata di rischio incendi boschivi e questo anche per l’assenza, al momento, di un punto di rifornimento idrico dedicato. Una criticità legata anche alla natura carsica del territorio, che limita la presenza di acqua superficiale e costringe, in caso di incendio, i mezzi aerei a spostarsi per effettuare i rifornimenti.
La nuova vasca avrà una capacità complessiva di circa mille metri cubi, dei quali circa 900 effettivamente utilizzabili per le operazioni antincendio. L’invaso avrà forma ellittica, sarà impermeabilizzato e raggiungerà nel punto centrale una profondità di circa due metri, così da consentire l’utilizzo dell’acqua anche quando il livello sarà più basso. L’area sarà inoltre recintata per garantire la sicurezza di persone e animali.
La vasca non richiederà il collegamento alla rete acquedottistica: il sistema è stato progettato per sfruttare principalmente le precipitazioni, intercettando le acque meteoriche provenienti dalla strada attraverso una rete di cunette che le convoglierà verso l’invaso. Al riempimento potrà contribuire anche il troppo pieno della vicina pozza di abbeverata. Sulla base delle precipitazioni medie registrate nell’area, la relazione stima che la vasca possa raggiungere il riempimento nell’arco di circa un anno.
L’intervento comprende anche il rifacimento di circa 100 metri della strada comunale di accesso alla malga, che verrà adeguata anche per favorire la raccolta delle acque meteoriche, oltre alla sistemazione delle cunette e alla pulizia di circa 300 metri di canaletta esistente.
La progettazione tiene conto anche della tutela degli habitat presenti: la pozza di abbeverata esistente resterà separata dalla nuova vasca proprio per salvaguardare le condizioni ambientali e vegetazionali sviluppatesi nel tempo. Per la collocazione dell’invaso sono state inoltre privilegiate porzioni di pascolo già maggiormente degradate, mentre al termine dei lavori le superfici interessate dai movimenti di terra saranno rinverdite anche attraverso l’impiego di fiorume locale.
“Si tratta di un progetto utile, capace di fare da apripista per altri interventi – ha sottolineato Francesco Dalmonte, sindaco di Pove del Grappa – Come abbiamo visto in questi ultimi anni, l’accumulo e la disponibilità di acqua nelle zone particolarmente carsiche sono fondamentali per la prevenzione e la gestione degli incendi e per la sussistenza delle attività agricole e zootecniche. In questo caso, la realizzazione di una vasca antincendio della capacità di circa un milione di litri, in un punto strategico e centrale del massiccio, rappresenta un intervento importante per la tutela del territorio.
Per Fabio Marin, presidente della Riserva della Biosfera Monte Grappa: “La vasca di Pove del Grappa rappresenta uno dei primi interventi di questo programma ministeriale “Siti naturali UNESCO per il Clima 2023” e potrà fare da modello ad altre azioni sul massiccio, mettendo al centro il tema della disponibilità idrica non soltanto per la prevenzione degli incendi, ma anche in relazione alle caratteristiche carsiche del Grappa e alla presenza delle attività agricole e zootecniche in quota”.
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