Quando il Comune parla, il cittadino capisce? Ecco qualche dato dal vicentino

Anche la comunicazione pubblica passa sempre più dai social network. Ma i messaggi pubblicati ogni giorno dai Comuni sono davvero comprensibili per tutti? È da questa domanda che prende avvio la tesi di Matteo Rinaldo, duevillese classe 2002, laureatosi lo scorso luglio all’Università di Padova nel corso magistrale in Strategie di Comunicazione.
Appassionato sin da giovanissimo di politica e comunicazione e attualmente consigliere comunale, Rinaldo ha deciso di osservare da vicino il linguaggio utilizzato dalle amministrazioni dei Comuni vicentini compresi tra i 10mila e i 15mila abitanti sulle loro pagine Facebook istituzionali. La ricerca ha preso in esame i profili Facebook ufficiali di Malo, Rosà, Marostica, Romano d’Ezzelino, Tezze sul Brenta, Chiampo, Torri di Quartesolo, Altavilla Vicentina, Cornedo Vicentino, Caldogno, Camisano Vicentino e Isola Vicentina, tutti Comuni appartenenti alla fascia demografica individuata dall’autore. Uno degli aspetti più interessanti della tesi è proprio il punto di osservazione di Rinaldo. Da studioso della comunicazione, ma anche da amministratore locale, conosce bene le dinamiche che ruotano attorno ai canali istituzionali: “A volte la comunicazione istituzionale – ammette sorridendo – si piega un po’ a logiche più vicine alla propaganda che a quelle della pura informazione”. Una riflessione che percorre l’intero lavoro e che invita a interrogarsi sul delicato equilibrio tra il dovere di informare e la tentazione di promuovere l’azione amministrativa.
Per dare una risposta concreta alle sue domande, Rinaldo ha raccolto tutti i contenuti pubblicati dai dodici Comuni nel periodo compreso tra marzo e aprile 2025. I post censiti sono stati 542, dei quali 482 ritenuti idonei all’analisi linguistica perché contenenti un testo effettivamente prodotto dall’amministrazione. La distribuzione dell’attività è molto variabile. Marostica guida con 68 post pubblicati nel periodo osservato, seguita da Camisano Vicentino con 66 e Rosà con 63. All’estremo opposto si trova Caldogno, con appena 9 pubblicazioni. Un dato curioso riguarda invece la struttura dei contenuti. Ben 60 post, pari a poco più dell’11% del totale, sono risultati costituiti esclusivamente da immagini, video, link o semplici ricondivisioni, senza alcun testo originale prodotto dall’ente. Per questo non sono stati inclusi nell’analisi linguistica. Il fenomeno è particolarmente frequente a Chiampo e Camisano Vicentino, mentre realtà come Rosà, Torri di Quartesolo, Altavilla Vicentina, Cornedo Vicentino, Caldogno e Isola Vicentina non ne fanno praticamente uso.
L’analisi restituisce una fotografia dai contorni contrastanti. Da una parte emerge il progressivo abbandono del tradizionale “burocratese”: aumentano gli elenchi, le evidenziazioni grafiche, le emoji e le formule più vicine al linguaggio quotidiano del social. Dall’altra restano frequenti formule impersonali come “si comunica” e “si avvisa”, tecnicismi, nominalizzazioni e riferimenti normativi che non sempre vengono spiegati in modo adeguato. I numeri confermano questa impressione. La lunghezza media dei post si attesta attorno alle 112 parole, un valore considerato nel complesso adeguato per i social network, anche se non mancano casi estremi: da un contenuto di oltre 600 parole pubblicato dal Comune di Marostica a uno di sole tre parole pubblicato da Chiampo.
Più problematico appare invece il fronte della leggibilità. L’indice Gulpease medio – una formula matematica creata per misurare la leggibilità di un testo in lingua italiana – è pari a 58 su 100, un punteggio che rende i testi non sempre facilmente comprensibili per chi possiede livelli di istruzione medio-bassi. Inoltre, circa la metà delle parole utilizzate non appartiene al cosiddetto vocabolario “di base” della lingua italiana, un elemento che aumenta ulteriormente la complessità della lettura. Anche il questionario somministrato ai cittadini conferma questa tendenza: la comprensione cresce all’aumentare del livello di istruzione, mentre molti utenti segnalano difficoltà di fronte a termini specialistici, richiami legislativi e rinvii a documenti ufficiali non adeguatamente sintetizzati.
Le soluzioni proposte da Rinaldo sono semplici quanto efficaci: scrivere come si parlerebbe a un cittadino allo sportello, usare frasi brevi, spiegare le parole tecniche, esplicitare i soggetti e investire nella formazione sulla comunicazione digitale, con particolare riferimento proprio al personale assunto dall’ente. Perché, conclude la ricerca, la comunicazione pubblica non è soltanto trasmissione di informazioni, ma costruzione di fiducia. E proprio nei Comuni, il livello istituzionale più vicino alle persone, la capacità di farsi capire può diventare il primo e più importante servizio al cittadino.
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.