Piscina, il gestore impugna la risoluzione del contratto. E non “consegna” l’impianto

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Nuovo capitolo della “telenovela” estiva che riguarda l’impianto natatorio di Arzignano, e soprattutto del contenzioso in corso tra il Comune e la società di gestione, quest’ultima “messa” alla porta dopo le inadempienze e la mancata riapertura al pubblico. Tra l’altro dopo un versamento “in liquidi” di 366 mila euro da parte dell’ente locale quale contributo annuale al fine di garantire agli arzignanesi – e non solo – un servizio sportivo e per il relax da tanti invocato almeno per i mesi più caldi.

Una querelle che tiene banco ormai da un paio di mesi in vallata. Tra i “colpi di scena” recenti della vicenda è da annoverare richiesta di pagamento delle bollette inevase di fornitura del bene qui più che mai primario – l’acqua, ebbene sì – da parte di Acque del Chiampo, gestore delle risorse idriche e fornitore.

Un debito da 120 mila euro, parte dei quali risalenti a prima della crisi legata allo scoppio della pandemia Covid-19, come specificato dai vertici della consorziata. Ai primi del mese di luglio da parte dell’amministrazione comunale di Arzignano, poi, era stata ufficializzata la richiesta di risoluzione unilaterale del contratto di concessione. Una pietra tombale sulla questione, si credeva fino a poche ore almeno, ma l’amministratore della Spvul5 con sede legale proprio in viale dello Sport in città non ha inteso consegnare le chiavi entro i termini di legge, “tuffandosi” in acque ancora più agitate. La chiusura del “buco” con il fornitore annunciata da Gis via Facebook, a metà luglio, sembrava aver clamato le acque, in realtà rimaste agitatissime sul piano contrattuale.

Il Comune contesta in particolare la mancata apertura estiva dell’impianto natatorio nel giugno scorso, come avvenuto nelle altre piscine dell’Ovest Vicentino e della provincia. I concessionari avevano dunque a disposizione 30 giorni per provvedere, ma l’ultimatum è inesorabilmente scaduto, creando un nuovo “buco nell’acqua” che ha inasprito i rapporti tra le parti, già prossimi alla rotta di collisione. Contestata anche la mancata manutenzione di attrezzature e macchinari in dotazione, configurando – secondo la denuncia della giunta – un’interruzione del servizio ascrivibile al solo gestore, che giustificherebbe l’immediato stop all’accordo attivo da almeno un lustro. A riaprire dalla scorsa settima erano solo la vasca al coperto e la sala fitness, e per qualcuno significava un barlume di sereno. Solo di due giorni fa, infatti, l’annuncio sui social relativo all’imminente riapertura dello spazio esterno.

Il 9 luglio scorso la proprietà delle strutture sportive – piscina ma anche campi da tennis e da calcetto, una palestra, il locale bar, il centro estetico e altro -, quindi il Comune di Arzignano, ha presentato l’istanza formale intimando l’obbligo di restituzione e rilascio degli impianti entro 7 giorni a partire da quella data. La società privata ha risposto picche, comunicando di “non riconoscere la risoluzione del contratto”, come recita una nota esplicativa diffusa oggi. Inevitabile, ora, il ricordo alla causa in Tribunale di Vicenza: oltre alla restituzione immediata dell’impianto, ci sarà anche una richiesta di risarcimento.
La vasca interna al coperto
Intanto, a “rimanere all’asciutto”, rimangono agonisti e amatori del nuoto della città e anche gli utenti per così dire occasionali abituati a trascorrere nella stagione calda qualche ora in piscina scoperta, costretti da settimane a traslocare altrove nelle cittadine “vicine” come Montecchio Maggiore e Trissino. Per gli abbonati, almeno, in Municipio è già stato disposto di provvedere al più presto al rimborso delle quote prima già anticipate. “Appena l’amministrazione comunale di Arzignano rientrerà in possesso della struttura – è questa la rassicurazione espressa nel comunicato odierno – garantirà il massimo impegno per una riapertura delle piscine attraverso una gestione di qualità e finanziariamente solida”.