Escursionista morto, recuperato stamane lo zaino: sarà restituito ai familiari

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Una squadra del Soccorso alpino di Asiago questa mattina alle 8 è tornata sul luogo dove ieri ha perso la vita un giovane escursionista – Enrico Cescon, 28 anni, di Castelfranco Veneto (Treviso) – per cercare di recuperare i suoi effetti personali. Cinque soccorritori hanno attrezzato quindi le calate lungo il sentiero numero 783 nel punto in cui è scivolato il ragazzo. Lì hanno trovato lo zaino, che consegneranno ai familiari.

Il dramma si è consumato pco prima delle 16. A dare l’allarme, l’amica che era con lui e lo precedeva. La giovane dopo che Cescon è precipitato, è corsa a cercare una zona con copertura telefonica e poi tornata sopra il punto in cui era caduto. Una squadra si è portata sul posto, mentre sopraggiungeva l’elicottero di Trento che, risalendo il versante ha scorto la cengia su cui si trovava il corpo esanime e ha sbarcato tecnico di elisoccorso e medico, che ha purtroppo solamente potuto constatare il decesso dell’escursionista.

Il sentiero 783, gestito dal Cai di Marostica, parte da Sasso Stefani (Valstagna) a 193 metri sul livello del mare e si inerpica fino ai 1.196 metri di Sasso Rosso (Foza). E’ un sentiero della durata di tre ore, indicato nelle guide come percorso E (per escursionisti), che attraversa un ambiente aspro e che richiede particolare attenzione all’uscita da una galleria, perché passa sopra alti precipizi e, soprattutto col bagnato, può essere scivoloso. Prevede anche alcuni passaggi attrezzati.

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