Tre giovani si smarriscono tra gli schianti del Vaja, sorpresi dalla pioggia. Salvati al buio

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Una foto della prima fase dei soccorsi, per raggiungere il terzetto in difficoltà

Erano partiti da Campomulo a piedi per raggiungere la meta del Rifugio Malga Moline e stavano rientrando per un sentiero semisconosciuto. Ma si sono ritrovati di fronte a un dirupo, smarriti tra i boschi a causa dei tronchi schiantati in seguito alla tempesta Vaja dell’autunno 2018. Tra l’altro, in maniche corte e pantaloncini, sotto la pioggia battente e con temperature precipitate di una quindicina di gradi rispetto a poche ore prima. Esausti e disorientati.

Disavventura decisamente fuori programma per tre padovani dai 28 ai 31 anni, due giovani uomini e una ragazza, e intervento di recupero assai impegnativo per sei operatori  del soccorso alpino, che alle 17.30 di domenica sono scattati in piedi dalla centrale di Asiago e si sono attrezzati per rispondere alla richiesta di aiuto.

I tre malcapitati escursionisti, dopo aver raggiunto la malga che si trova in località Campomuletto nel comune montano di Gallio, avevano deciso di variare l’itinerario di ridiscesa a valle, dove avevano posteggiato l’auto. Un terzetto di amici, provenienti da Padova, Camposampiero e Piazzola sul Brenta, aveva deciso di trascorrere la domenica sull’Altopiano e “puntare” a uno dei rifugi che offre ristoro ai visitatori. Un percorso non faticoso su strade bianche, adatto a tutti, a patto di percorrerlo anche per il rientro.

Il gruppetto, però, forse nel tentativo di tagliare la strada in vista del maltempo imminente, ha imboccato un percorso alternativo dai “Castellari”, perdendo l’orientamento a causa degli schianti diffusi, eredità della tempesta che ha abbattuto tonnellate di alberi quasi due anni fa. Poco dopo le 17 si sono resi conto di aver combinato un guaio con la scellerata opzione di rientro improvvisata, trovandosi bloccati di fronte a un dirupo, con temperature in costante discesa e senza possibilità di tornare sui propri passi. Fortunatamente, nella zona dove si trovavano di fatto bloccati c’era segnale telefonico e hanno potuto comporre il numero di emergenza. La chiamata è stata raccolta dai carabinieri di Thiene, i quali a loro volta hanno subito attivato il soccorso alpino.

Il personale disponibile si è diviso in due team, uno in salita dal basso e l’altro dall’area di malga per raggiungere la zona approssimativamente indicata tramite gps. I sei soccorritori in contatto radio hanno raggiunto i tre amici 40′ dopo: erano spossati e bagnati fradici, ma pronti per il recupero dopo essere stati riscaldati e rifocillati, mentre sull’Altopiano calava la sera. Due membri del Cnsas si sono arrampicati, hanno assicurato i tre e, prima la ragazza, uno a uno, sotto il temporale li hanno calati con le corde per 150 metri tra salti di roccia e ghiaioni. Dopo averli equipaggiati con indumenti e teli termici, si sono incamminati scavalcando gli ostacoli con una squadra che precedeva il gruppo cercando di aprire un varco più agibile con la motosega. Così, non senza fatica, soccorritori ed escursionisti hanno raggiunto la jeep e da lì il parcheggio a Campomulo. L’intervento si è concluso alle 21.30 di domenica sera: nessuno tra i padovani incauti ha necessitato di cure mediche.