25 anni di Casa a Colori: l’identità degli immigrati negli occhi di Sara Lando

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Inaugura domani, venerdì 17 marzo, alle 19 a Palazzo Bonaguro “Esseri Umani”, la mostra fotografica di Sara Lando realizzata in occasione dell’anniversario dei 25 anni dell’Associazione Casa a Colori. Si tratta di una serie di ritratti in bianco e nero scattati a più di 30 fra richiedenti asilo, volontari e operatori, ai quali si affiancano altri 40 scatti a colori, ritratti ambientati che mostrano i protagonisti all’interno delle loro case, nei loro luoghi di lavoro o durante le attività quotidiane.

Il progetto di Sara, fotografa 38enne bassanese con esperienza decennale come libera professionista ed insegnante di fotografia, nasce da una lacuna: «Ho conosciuto Casa a Colori – spiega Sara – le importanti e numerose attività che svolge, ma mi sono accorta che spesso non le comunica. Magari proprio perché è impegnata a “fare”. Allora ho pensato di omaggiarla con questa esposizione, offrendo ai bassanesi – e a tutti i visitatori che passeranno a Palazzo Bonaguro entro il 2 aprile – un’occasione per conoscere l’associazione e soprattutto proporre loro uno sguardo ed una consapevolezza diversa circa i richiedenti asilo. Non siamo abituati a collocarli nella vita di tutti i giorni. Li vediamo in televisione come masse informi che vengono ad invaderci, senza pensare che sono persone, ognuna con un’identità, un passato, un vissuto completamente diverso».

Per realizzare la mostra ci sono voluti circa 6 mesi di lavoro e 4000 euro che la fotografa ha deciso di raccogliere attraverso una campagna di crowdfunding durata tre settimane: «La cosa più ovvia per coprire i costi sarebbe stata cercare delle sponsorizzazioni. Abbiamo però pensato che poteva essere più significativo coinvolgere quanti riconoscono il valore della diversità e dell’accoglienza». Visto che la raccolta fondi ha superato le aspettative, i soldi in più verranno devoluti alle altre attività dell’associazione. Casa a Colori dal 1992 si occupa di immigrazione su iniziativa di un gruppo di volontari che operavano all’Istituto Scalabrini di Bassano. Nata inizialmente per offrire aiuto ai migranti che in quegli anni cominciavano ad arrivare numerosi principalmente dal Nord Africa e dai Paesi dell’Est, successivamente si è impegnata sul fronte della formazione e dell’intercultura. Con lo Sportello Immigrati, ad esempio, opera in collaborazione con 19 comuni dell’area Ulss3, con la Prefettura e la Questura di Vicenza. Inoltre si adopera nel doposcuola di bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 18 anni, per favorire il loro inserimento sociale e culturale, e nel servizio mensa serale di Casa San Francesco.

«Il migrante non è un numero, – commenta anche Enrico Parolin, presidente di Casa a Colori, soddisfatto dell’iniziativa – non è un posto su un barcone, non è solo emergenza, non è solo sofferenza. È parte di una famiglia, di un Paese, di una cultura. Tutto questo lo si ritrova nei volti delle persone fotografate da Sara». L’anniversario dell’associazione sarà festeggiato anche con altre iniziative, come cineforum e convegni.

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