Running For Rangers, Diario di bordo. Giorno 2

Nella riserva di Borana, sede dei quaranta chilometri della seconda tappa del For Rangers Ultra Trail, brillano i nostri ragazzi. Primo ancora Francesco Rigodanza, secondo Alessio Zambon e terzo Matteo Parise. Attardato a causa di alcuni problemi al ginocchio Alberto Ferretto.

In questo autentico eden naturale, in cui Matteo è costretto a fermarsi quindici minuti per l’attraversamento pacifico di un elefante, i nostri ragazzi dimostrano chiaramente di essere i più competitivi in gara, almeno al momento. Nella classifica generale dopo due delle cinque tappe guida Francesco, seguito da Alessio e Matteo.

Leggiamo le loro parole per calarci nel pieno della pazzesca avventura che stanno vivendo.

Francesco:
Ho deciso che le tappe vere sono le notti in tenda. Stupida Africa con i suoi 10°C notturni, 5 strati di maglie termiche, antivento, guanti, berretto e ancora mi iberno dentro. Poi c’è la corsetta dentro al canale di Discovery Channel dove aumentano a dismisura incontri ravvicinati con cose diverse dai soliti caprioli. Alessio si ostina a fare partenze veloci e sbarazzine, Matteo ha abbastanza pelle morta tra i piedi per rifare i sedili di una macchina, Alberto finge malanni per non far arrabbiare troppo coach Grazielli (si stiamo andando con calma). Ora vado che mi sono entrati degli animali in giardino e non so come mandarli via

Alessio:
La notte, a parte l’incursione nel campo base di due rinoceronti, passa tranquilla, gli animali peggiori che si sentono sono i russatori seriali che mi dormono a fianco. Partenza ore 7, e due minuti dopo mi accorgo di essere allo zoo, quindi ok la gara, ma mi godo le corse sulla strada di giraffe, zebre ed elefanti. La gamba sta molto meglio di ieri, e allora mi rimetto davanti a spaventare animali. Tutto nella norma, come la comparsa magica di Francesco Rigodanza al 25 km dietro di me, provo a spiegargli che le barrette proteiche sono per quando finisce la gara, ma a lui piacciono e quindi se la mangia lo stesso. Arrivo con lui all’ultimo checkpoint, e tentiamo insieme di spiegare allo staff medico che se anche non beviamo 2 litri di acqua ogni 8 km non ci stiamo disidratando, e che i 35 gradi di casa non sono nulla rispetto ai 23 con brezza leggera che troviamo qui. Ci minacciano di penalità e quindi iniziamo a bere come elefanti. Rigodanza come giusto che sia mi stacca e arriva primo, dopo qualche minuto arrivo anch’io. Giornata perfetta. Dopo poco arriva anche Matteo Parise, che è stato bloccato sul percorso per troppo traffico di elefanti, mentre Alberto Ferretto fa finta di avere male al ginocchio e arriva più attardato. Ora provo a seguire il consiglio di Rigo, che si beve l’olio dello sgombro in scatoletta, perché tutto fa calorie!

Matteo:
Secondo giorno di gara..se ieri tutto andava bene oggi la fatica si è fatta sentire; tante salite e altrettante discese spezzagambe condite con sole dell’equatore. Oggi ho usato anche le energie dei capelli!Speciale.
Ma come fa a non essere un onore riuscire a correre in questi posti? Riserve naturali incontaminate dove questi animali sono a farla da padroni, com’è giusto che sia! Talmente giusto che al 30esimo km mi fermano per 17 minuti in quando un elefante ENORME attraversava la strada. Giusto così, così deve essere. Grazie Madre Natura.
Anche oggi nella top 5 ma poco senso ha dirlo visto che l’obbiettivo è completamente diverso. AIUTARE E DIVERTIRSI.
See you tomorrow.

Alberto invece per ora non parla, bada al suo ginocchio per continuare a gustarsi questa avventura che sicuramente ricorderà per tutta la vita.

Domani terza frazione, i chilometri alle spalle sono 80, tanti, ma di fronte ancora di più, 150. Ce la faranno i nostri eroi? Lo scopriremo solo nelle prossime puntate di questo diario di bordo!

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