Thiene dà l’ultimo saluto al suo pastore. Il vescovo: “La sua fede nella frase ‘tutto è grazia'”

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La città ferma in segno di lutto e una chiesa gremita all’inverosimile, con persone anche all’esterno, sono stati l’ultimo saluto di Thiene stamattina a don Livio Destro, il prete sempre sorridente che amava la fede vissuta nelle azioni. Sulla bara dell’arciprete del Duomo di Thiene morto improvvisamente il 23 agosto all’ospedale di Santorso dove era ricoverato per alcuni problemi cardiaci, solo una rosa bianca, posta solo alla fine, quando il feretro è stato posto sul carro funebre per partire alla volta di Tombelle di Vigonovo, nel padovano, dove dopo una messa di suffragio oggi pomeriggio sarà tumulato. Una celebrazione sobria ed essenziale e alla conclusione, un interminabile applauso per un “don” che mancherà molto ai thienesi.

In chiesa, i parenti di don Livio (la sorella, il cognato, i nipoti), il vescovo di Padova Claudio Cipolla e il vescovo emerito Antonio Mattiazzo, e ben 120 preti: compagni nell’impegno nelle parrocchie della diocesi e in quello in curia, e i compagni degli studi in seminario. Qua è là, in chiesa, spiccavano i ragazzi animatori in parrocchia, vestiti di nero in segno di lutto, e anche cittadini stranieri per i quali don Livio aveva sempre un gesto e una parola buona. Presenti anche molte autorità civili, a partire dal sindaco di Thiene Gianni Casarotto e la sua amministrazione, dagli altri sindaci del circondario e anche da parlamentari come Giorgio Santini. Presenti i gonfaloni di Thiene e Saonara, nel padovano, gli alpini, l’Admo e i donatori di sangue con le loro insegne.

“Tutto è grazia, era la frase che amava ripetere don Livio, era questo il cuore della sua fede: la frase che conclude il libro di Bernanos ‘Diario di un curato di campagna’ ” ha ricordato il vescovo Claudio nell’omelia, articolata attorno alla figura di Ruth, straniera entrata nella comunità di Israele così intimamente da divenire antenata di Davide e dello stesso Gesù. Il vescovo ha ricordato anche il sorriso di don Livio, la gioia che per lui rappresentava ogni incontro e ha narrato anche una confidenza che don Livio aveva fatto recentemente a un sacerdote suo amico: “Questa notte per quattro-cinque ore sono stato in meditazione sulla mia vita trascorsa. Ho provato un grande benessere rivedendo persone, incontri, momenti. Penso sia stato un grande dono che Dio mi ha fatto”.

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