Un novello “equilibrista” dirige gli scavi sulle ture del Brenta. In barba al pericolo

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In piedi sul ciglio del cassone di un camion, a pochi centimetri dal braccio meccanico di una ruspa. Senza alcuna protezione. In barba alle più elementari norme di sicurezza e, in più, in un luogo pubblico e facilmente visibile ai bassanesi di passaggio lungo gli argini del fiume Brenta, a poche decine di metri dal Ponte Vecchio. A immortalare un uomo, in pantaloni casual e camicia, intento a “dirigere” i lavori di una macchina escavatrice per la movimentazione di terra e pietre, un semplice cittadino rimasto di stucco di fronte alla scena. Immagini che lasciano perplessi e in dote anche qualche brivido, se si pensa alla sfilza di pagine di cronaca riempite da incidenti sul lavoro.

I fotogrammi (due) ritraggono uno stralcio dei lavori per la rimozione delle famigerate “ture“, nell’epopea che riguarda i lavori intorno agli argini del Brenta in città. Recentemente, l’amministrazione ha ordinato la rimozione dei solchi di terra lungo l’alveo con urgenza ma, sicuramente, pretendendo condizioni di maggiore sicurezza rispetto a quanto si evince dalle foto. Uno spinoff  della serie d’attualità a puntate, con ambientazione bassanese, che riguarda il cantiere intorno al monumento degli Alpini. E una scena “in replica” che, fra l’altro, si sarebbe ripetuta nel corso dei giorni scorsi sotto gli occhi di turisti incuriositi e bassanesi doc a spasso per la città del Grappa.

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