Esplorare il Vicentino – Cascata del Calieron a Valdagno

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...

Le colline delle valli vicentine presentano una morfologia ricca di strette insenature e piccole vallette secondarie dove sovente scorrono placidi torrenti. Molte volte l’accesso a questi ristretti bacini idrografici è quasi impossibile per via della spessa copertura erbosa e vegetazionale data ad esempio dai rovi.

La portata d’acqua dei torrenti secondari di collina è discontinua: d’estate il flusso d’acqua può essere assente, mentre nelle piovose giornate autunnali lo scorrimento può farsi impetuoso. Il greto dei torrenti presenta spesso qualche salto roccioso dove si formano delle piccole cascate.

Tra le piccole e quasi sconosciute vallette del vicentino si trova la valle del Calieron a Valdagno, sicuramente una tra le più belle. La sua cascata terminale, imponente e di notevole bellezza, merita di essere nota.

A due passi dalla città, la valletta è una forra scavata dall’incessante lavoro del torrente Calieron, che si addentra sinuosa in un fitto bosco tra catini, cascatelle e grandi massi.

Per raggiungere il luogo occorre seguire la strada che sale in località Castello di Valdagno per poi girare a sinistra sulla strada che porta a Contrada Spelaccia di Sotto. Da qui, passando tra le case si prende la carrareccia che porta al fondovalle dove si trova il torrente che scorre. Superato un ponticello di legno si segue il sentiero che risale la valle.

Inizialmente la valle assume un aspetto quasi fiabesco; camminando si è accompagnati dal placido scorrere dell’acqua, circondati da un boschetto luminoso. Sulla destra si trova anche un ampio covolo scavato nella roccia.

Ma addentrandosi sempre più nella valle i profili si fanno più severi e il torrente si rinchiude tra due strette pareti rocciose in alcuni punti anche molto alte. Si tratta di un vero e proprio canyon dove per risalirlo fino alla sua testata terminale occorre percorrere alcuni tratti nell’acqua del torrente. Il luogo è sempre umido, quindi è bene prestare attenzione a non scivolare e alle pietre delle pareti che si possono staccare facilmente.

Si superano diversi catini, ossia delle pozze più o meno profonde e circolari, scavate dall’acqua nel corso di molti anni e alcune piccole cascatelle incastonate tra grandi massi. Per raggiungere la cascata terminale occorre risalire il pendio di sinistra dove si trova, a diversi metri dal torrente, una vecchia corda di sicurezza che funge da corrimano per i visitatori che vogliono percorrere la cengia che porta alla cascata. Questo è il tratto più pericoloso anche se non difficile, per il fatto dell’altezza.

La cascata terminale ripaga di tutti gli sforzi per la sua maestosità: circondata da alte pareti scure che incutono un certo timore, scorre prorompente su un elegante scivolo inclinato e levigato. Nei giorni di pioggia il suo scorrere si fa ancora più impetuoso, mentre d’inverno tutta la forra è trasformata in un susseguirsi di colate di ghiaccio e stalattiti enormi.

Il Calieron è un’opera della natura, fragile ma al tempo stesso pericoloso per lo sfrontato avventuroso. È un luogo dove addentrarsi cautamente, ammirandolo piano piano, evitando di percorrerlo durante forti piogge o in altre condizioni troppo precarie come con il ghiaccio. Nelle estati passate diversi valdagnesi usavano andare a rinfrescarsi in questa valle immergendosi nel torrente e questo è forse il modo migliore per visitare il Calieron.

Il luogo è un piccolo ecosistema ricco di numerose specie animali e vegetali, ben diverso dall’ambiente circostante, e qui l’uomo sembra esserne completamente escluso.