Esplorare il vicentino – Castelgomberto tra natura e storia

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Tra i paesi della Valle dell’Agno si trova Castelgomberto, che a primo impatto non sembra comunicare molto a causa anche dell’intensa cementificazione a cui sta andando incontro. Ma guardando più attentamente il suo territorio, si scoprono scorci di notevole interesse naturalistico e storico, divertenti sentieri da percorrere e luoghi misteriosi.

Castelgomberto presenta delle dorsali collinari costituite da una roccia calcarea detta calcarenite di Castelgomberto conosciuta anche come “piera bianca”, sulla quale sono presenti numerosi coni di antichi vulcani che diedero vita ai “sassi mori”, ossia a delle rocce basaltiche nere. In antichità le piattaforme calcaree erano sommerse dall’acqua, formate dalla deposizione sul fondale marino di innumerevoli organismi. È per questo che ancora oggi si possono ritrovare fossili su queste colline.

Il territorio castrobertense presenta una considerevole rete di sentieri che permettono di immergersi tra boschi e vecchie contrade. Alcuni luoghi nascosti del paese sono sconosciuti addirittura per molti abitanti del paese, segno di una necessaria valorizzazione dell’ambiente naturale del paese della bassa Valle dell’Agno.

Nei pressi della piazza del paese si trova la Praderia, una distesa di campi e pascoli situati lungo il corso del fiume Poscola e della proprietà della Villa Piovene-Da Schio, che senz’altro merita di essere visitata. Durante la Grande Guerra, nella zona della Praderia si trovava un campo di aviazione. Da qui gli aerei dell’esercito italiano partivano in perlustrazione delle linee nemiche stanziate nel vicino fronte che correva sulle Piccole Dolomiti, ben visibili da qui.

Passeggiando lungo la breve carrareccia che attraversa la Praderia si ha una bella vista sul centro storico di Castelgomberto, serrato tra le colline di Santo Stefano e Monte Mori e la dorsale di Monteschiavi, con al centro il cono del Monte Castello.

Quest’ultimo prende il nome da un antico castello medievale che svettava su questa cima, in posizione strategica per il controllo del territorio sottostante. Ancora oggi sulla cima di questo colle si possono trovare quel che resta delle mura di questo castello e una croce eretta nell’anno santo 1950.

Dalla Villa Piovene-Da Schio si sale in breve alla piccola contrada Santo Stefano per il sentiero della Rivetta. Arroccata su una propaggine dell’omonimo colle, presenta una chiesetta del ‘600 dove ogni anno il giorno dopo Natale si celebra la messa e al termine di essa si festeggia con dolci e bevande calde.

Da qui salendo a Monte Mori si può percorrere una panoramica strada sterrata che permette di ammirare da una parte la bassa Valle dell’Agno e dall’altra le colline di Torreselle. Continuando a salire si giunge alla contrada Carletti, la più alta di Castelgomberto. Da essa scende la mulattiera costruita dal Genio Militare che porta a Valdilonte. La strada presenta tre ponti in pietra, di cui uno supera un salto di ben 8 metri.

Le due piccole vallette di Valdibarco e Valdilonte presentano ancora la tranquillità dell’ambiente rurale dove la vita dell’uomo si fonde bene con l’ambiente circostante. Qui nasce il torrente Onte che scorre lungo la frazione sottostante di Valle di Castelgomberto.

Lungo la “Strada vecia de Vale” è possibile scoprire le vecchie cave di pietra bianca situate sotto il colle di San Valentino, le quali sono liberamente accessibili e si presentano come ampie caverne luminose. Di vecchie cave simili se ne trovano anche tra i boschi delle Poscole, una zona presente tra i comuni di Castelgomberto e Cornedo. Sopra il colle è ben visibile la chiesetta dedicata a San Valentino, luogo ideale dove fermarsi per riposare o organizzare un pic-nic tra tavole in legno e un prato circondato da alberi.

Poco distante, vicino al valico della Bocca si trova il Buso del Ponte o Covolo delle Anguane, una piccola grotta dove nei pressi dell’ingresso è presente un grande foro circolare sul soffitto di un antro roccioso. Il sito, vicino alla strada, è reso invisibile dal fitto bosco.

Passando a sud di Castelgomberto, circondata dalla campagna, è da ricordare la chiesetta di San Fermo dove in passato è stata ritrovata una stele funeraria di origine romana. Prendendo per il sentiero dell’Oseleto si sale alla dorsale di Monteschiavi, la quale è percorsa dalla Strada degli Ulivi che da qui porta fino a Montecchio Maggiore seguendo le colline. Numerosi sono gli uliveti che qui producono un buon olio. Il panorama che si ha da qui spazia su tutta la Valle dell’Agno, da Trissino fino a Valdagno, fino alle Piccole Dolomiti con il Marana , il gruppo del Carega e la catena del Sengio Alto. Numerosi sono anche qui i sentieri che corrono lungo i fianchi delle colline per raggiungere le insenature di Vallorona e Valdimolino.

Il patrimonio di sentieri di Castelgomberto permette la pratica di numerosi sport come la mountain bike, il trail running e il nordic walking; infatti si hanno alcune manifestazioni come la Camminata di primavera, la gara ciclistica della Vallelonga e prossimamente, il 18 ottobre la gara di trail running del CastelTrail.

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