Esplorare il Vicentino – Sentiero della Pria Favella sul Monte Pasubio

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Salendo da Sant’Antonio di Valli del Pasubio verso il Passo Pian delle Fugazze si nota un gruppo di cime rocciose interposte tra il passo e il restante massiccio del Pasubio: è la Pria Favella.

Il nome deriva dal fatto che l’eco della voce ritornava ai primi che diedero il nome a questo monte, da qui “Pria Favella” ossia “pietra che parla”. Questo avamposto di tozze guglie è ben visibile dal Rifugio Balasso e dall’imbocco della Val Canale che sale al Rifugio Papa.

Lungo la sua linea di cresta corre un sentiero quasi dimenticato e assai poco frequentato, che in non troppo tempo collega il Passo Pian delle Fugazze alla Galleria d’Havet sulla Strada degli Eroi. La prima parte del sentiero è alquanto ripida e occorre porre attenzione ai possibili massi che si possono staccare facilmente al passaggio, pertanto si consiglia di intraprendere questo itinerario solo se si ha esperienza nel destreggiarsi tra facili passaggi di arrampicata e una buona capacità di orientamento.

Il sentiero ha inizio all’altezza del vecchio confine tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico. Si deve seguire il cartello con l’indicazione del cippo commemorativo, dopo di che, transitati nei pressi di esso, si possono notare i segnavia gialli caratteristici del sentiero. L’itinerario sale faticosamente per il ghiaione ben visibile dal passo per portarsi poi verso la cresta a sinistra dell’escursionista.

Si segue il profilo erboso che tra mughi e grandi massi porta alla prima cima della Pria Favella, il Bacchetton, segnalato da una vistosa bandiera italiana che si nota anche dal basso. Qui si è dirimpetto al Cornetto del gruppo del Sengio Alto, mentre più in basso a destra si vede il bel colore intenso del Lago degli Speccheri, nell’alta Vallarsa. Verso la Val Leogra il Bacchetton precipita con una parete verticale, come del resto tutte le altre cime della Pria Favella.

Dalla sommità del Bacchetton si segue per un breve tratto la cresta ora divenuta rocciosa superando una stretta fenditura sotto ai propri piedi, per poi addentrarsi tra grandi mughi. Si sale ancora per qualche centinaio di metri di dislivello transitando tra le strutture paravalanghe del Sengio dell’Avvocato, la seconda cima dell’itinerario.

È facile imbattersi in qualche camoscio che pascola tra la faggeta e gli spazi aperti soprastanti. Ora il sentiero si fa quasi pianeggiante e transita tra vecchie postazioni e artefatti di guerra. In basso si può già notare la bianca Strada degli Eroi che sale tortuosa tra i pendii della Val di Fieno.

Giunti alla quota più alta del sentiero, a circa 1800m, l’ambiente si fa più scarno e selvaggio. Si è nei pressi de La Bocchetta, una piccola forcella tra imponenti pareti rocciose e vaj che precipitano verso sud, come il Vajo Rocchetta e il Vajo Pria Favella. Si ha un panorama suggestivo sulla sottostante Val Canale, la Cima dell’Osservatorio e il Rifugio Papa, il Cogolo Alto sopra di esso e l’inconfondibile profilo del Soglio dell’Incudine a ovest.

Spesso gruppi di gracchi alpini sorvolano le guglie e le pareti rocciose dove nidificano alla ricerca di insetti o di frutti e semi. Poco dopo si transita per la Forcella della Lorda da dove sale l’omonimo Boale della Lorda, percorribile anche d’estate.

Aggirata l’ultima grande guglia si perviene al Colletto Alto di Fieno, dove oramai ha termine il sentiero della Pria Favella; il terreno si fa erboso e si scende alla vicina Strada degli Eroi da dove camminando ancora per trecento metri si giunge facilmente alla Galleria d’Havet.

Da qui si può scegliere se proseguire per il Rifugio Papa o il Soglio dell’Incudine oppure scendere per la Val di Fieno al Passo Pian delle Fugazze.

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