Colpita la base Sultan in Arabia Saudita, feriti dodici soldati americani

Dodici militari statunitensi sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro una base aerea in Arabia Saudita, due in modo grave. L’attacco ha preso di mira la base aerea Prince Sultan, e almeno un velivolo è stato danneggiato. Nessuna dei feriti è considerato in pericolo di vita. Intanto il Pentagono valuta di schierare altri 10.000 soldati in Medio Oriente. Se dovesse procedere, gli Stati Uniti si potrebbero presto ritrovare con 17.000 truppe nell’area: non abbastanza per un’invasione, ma un numero sufficiente per il sequestro di parte del territorio, mettere al sicuro l’uranio iraniano e prendere il controllo di una delle isole di Teheran.
Un nuovo aggiornamento sul conflitto in corso arriva dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica la quale ha dichiarato di essere stata informata dall’Iran di un nuovo attacco nell’area della centrale nucleare di Bushehr, il terzo incidente di questo tipo in 10 giorni. Teheran ha comunicato all’agenzia che non ci sono stati danni al reattore in funzione e nessuna fuoriuscita di radiazioni, e che l’impianto funziona normalmente. Da Israele, invece, la notizia del primo missile dallo Yemen dall’inizio della guerra.
Intanto, in primo piano resta la questione dello Stretto di Hormuz. Spiragli di apertura arrivano dopo che ieri, venerdì 27 marzo, l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che Teheran ha accettato di “facilitare e accelerare” gli aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz. Il piano di aiuti rappresenterebbe la prima svolta in questa cruciale via navigabile però dall’Asia.
Intanto la Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Iran per consentire alle sue petroliere di attraversare lo Stretto di Hormuz.
“La guerra è questione di settimane, non mesi. Non servono truppe di terra per raggiungere gli obiettivi” a dirlo è Marco Rubio, segretario di Stato. “Distruggeremo la loro marina, la loro aeronautica, i sistemi di lancio dei missili: non potranno nascondersi dietro tutto questo per ottenere l’arma atomica”, dice Rubio, che in Francia ha partecipato alla riunione del G7 dei ministri degli Esteri. “Centreremo tutti gli obiettivi, siamo più avanti del previsto su molti fronti e possiamo arrivare al traguardo senza schierare truppe di terra”, aggiunge disinnescando le ipotesi relative ad un’invasione.