Iran abbatte due caccia americani, si cerca un pilota. Respinta la tregua

Nonostante l’ottimismo di Donald Trump, la guerra nel Golfo continua a dimostrarsi molto complicata per le forze armate americane. Dal fronte iraniano arriva la notizia più significativa di venerdì: due caccia americani F15 sono stati abbattuti dalla contraerea di Teheran, per la prima volta dall’inizio delle ostilità.
Si teme per la vita di uno dei piloti, mentre altri due sono stati tratti in salvo. Una televisione iraniana ha annunciato una ricompensa per chiunque fornisse informazioni utili a rintracciare il pilota. Durante le manovre è stato inoltre colpito un elicottero che è poi scomparso dai radar.
Secondo notizie non confermate divulgate dei media di regime, l’uomo sarebbe stato preso in ostaggio e sarebbe stato colpito anche l’elicottero di soccorso. L’agenzia NourNews, considerata vicina ai pasdaran, ha citato fonti non ufficiali secondo le quali “i commando delle Guardie Rivoluzionarie sono riusciti a identificare e catturare il pilota”. L’esercito iraniano ha comunque rivendicato di aver intercettato e colpito il jet con la sua difesa aerea sullo Stretto di Hormuz.Dopo oltre un mese di guerra l’arsenale di Teheran continua a dimostrarsi minaccioso: circa la metà dei lanciatori di missili risultano intatti, così come migliaia di droni d’assalto. Una capacità militare che consente al regime degli ayatollah di essere “pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione” – ha spiegato una fonte di intelligence a Washington – a partire dallo stretto di Hormuz.
Sul fronte libanese l’Idf resta impegnata a espandere la zona cuscinetto in funzione anti-Hezbollah. Qui si è verificato l’ennesimo incidente che ha di nuovo coinvolto l’Unifil: tre caschi blu indonesiani sono rimasti feriti gravemente in seguito a un’esplosione nella loro postazione. Tre connazionali erano rimasti uccisi nei giorni scorsi, in un’escalation che ha coinvolto anche il contingente italiano in più di un’occasione, nella base di Shama, con danni alle infrastrutture ma senza conseguenze per i militari.
Dal punto di vista della diplomazia, i negoziati per la pace continuano a non dare risultati. Secondo i media iraniani, Teheran ha respinto una proposta Usa di un cessate il fuoco di 48 ore a partire dal 4 aprile tramite uno dei loro Paesi amici. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Iran ha comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni. Intanto, alla Casa Bianca, il Segretario alla Difesa Hegseth silura il capo di Stato maggiore dell’Esercito George, nominato con Biden e confermato nel 2023: sarà sostituito con un generale “trumpiano”. Si registrano infine prove di disgelo sulla Nato: il segretario generale Mark Rutte sarà a Washington dopo Pasqua per incontrare Trump.