Medio Oriente, ucciso il primo ministro degli Houthi. E a Gaza si amplifica la carestia

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Crediti: Medici Senza Frontiere
Il primo ministro dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, Ahmed al-Rahawi,è stato ucciso in un appartamento a Sana’a durante gli attacchi israeliani. Ne dà notizia il canale yemenita Al-Jumhuriya, secondo il quale al-Rahawi è stato ucciso insieme ad alcuni dei suoi compagni. Dai resoconti dei media yemeniti, sembrerebbe che si sia trattato di un attacco separato rispetto a quello avvenuto nelle scorse ore, nel quale Israele avrebbe preso di mira 10 ministri senior degli Houthi, tra cui il ministro della Difesa, mentre si erano radunati in un luogo fuori Sana’a per  ascoltare un discorso programmato dal leader del gruppo, Abdul Malik al-Houthi.

Intanto a Gaza si intensificano i bombardamenti e gli attacchi israeliani, tanto che altri 50 palestinesi sono stati uccisi secondo fonti ospedaliere nella Striscia. Tra le vittime almeno 19 persone colpite da spari mentre cercavano aiuti alimentari. Sferrato un altro attacco dell’esercito israeliano contro una tenda che ospitava sfollati a Khan Younis nel sud della Striscia. Spari anche a circa 700 metri dalla parrocchia di Gaza, fa sapere il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli.

Nel frattempo la numero uno dell’agenzia alimentare delle Nazioni Unite ha detto giovedì scorso che era “molto evidente” durante la sua visita a Gaza questa settimana che non c’è abbastanza cibo nel territorio palestinese e che ha parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu dell’urgente necessità di ulteriori aiuti. La principale autorità mondiale in materia di crisi alimentari ha affermato che la città più grande della Striscia di Gaza è in preda alla carestia e che è probabile che si diffonda in tutto il territorio senza un cessate il fuoco e la fine delle restrizioni agli aiuti umanitari.