Morto a 84 anni Ratko Mladic, il “Macellaio della Bosnia”

Ratko Mladic, ex comandante militare dei serbo-bosniaci, è morto all’età di 84 anni nell’ospedale penitenziario dell’Aia a seguito di diversi ictus. L’ex leader militare era stato condannato all’ergastolo nel 2017 per genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità.
Mladic, generale dell’esercito jugoslavo, durante la dissoluzione della Jugoslavia comandò inizialmente unità impegnate in Croazia e nel maggio 1992 divenne comandante dell’Esercito della Republika Srpska, braccio militare della leadership serbo-bosniaca guidata politicamente da Radovan Karadzic. Era soprannominato il “Macellaio della Bosnia” per il suo ruolo nel massacro di Srebrenica del 1995, durante la guerra nei Balcani, uno degli episodi più drammatici della guerra in Bosnia e considerato il peggior spargimento di sangue in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.
Tra gli altri crimini che gli sono stati attribuiti figurano la campagna di terrore contro i civili di Sarajevo, condotta attraverso bombardamenti e cecchini, e la presa in ostaggio di caschi blu dell’Onu nel 1995 per ostacolare gli attacchi della Nato. Incriminato nel 1995 dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, Mladic rimase latitante per 16 anni, protetto per parte di quel periodo da una rete di fedelissimi, fino all’arresto in Serbia nel 2011 e alla successiva estradizione all’Aja. Nel 2017 fu dunque condannato all’ergastolo, sentenza confermata definitivamente in appello nel 2021.
Mladic si era sempre presentato come “un uomo semplice” scelto per proteggere il suo popolo. “Il destino mi ha messo nella posizione di difendere il mio Paese, che voi potenze occidentali avete devastato con l’aiuto del Vaticano e della mafia occidentale”, dichiarò durante l’udienza d’appello nel 2020.
Nato durante la Seconda Guerra Mondiale a Kalinovic, nella Bosnia orientale, rimase orfano alla fine del conflitto, quando suo padre morì combattendo per il Maresciallo Tito, il leader destinato a unificare lo stato multietnico della Jugoslavia e a reprimere le ostilità latenti. A detta di molti, Mladic aveva sempre desiderato fare il soldato. Partito per l’addestramento militare a Belgrado all’inizio degli anni ’60, divenne ufficiale a 22 anni e arrivò a comandare le forze serbo-bosniache durante la guerra nei Balcani.
Mladic fu rimosso dal suo incarico dopo essere stato incriminato nel 1995, ma riuscì a sfuggire alla cattura. Inizialmente, condusse una vita di lusso ma la pressione su di lui aumentò dopo la caduta di Milosevic nel 2000. Venne infine arrestato nel maggio 2011 nella casa di campagna di suo cugino, nel nord della Serbia. Sua figlia Ana si suicidò nel 1994 all’età di 23 anni: secondo alcune fonti, non riusciva a sopportare la vergogna dei crimini commessi dal padre. L’ultima richiesta di Mladic prima di essere trasferito in tribunale fu di poter visitare la tomba della figlia.