Trump celebra il 4 Luglio: “Siamo il Paese più forte. L’America non sarà mai comunista”

Con un discorso pieno di patriottismo e orgoglio nazionale Donald Trump, 47esimo presidente americano ha detto: “Abbiamo la Costituzione più giusta e duratura della terra. Siamo il Paese più forte e potente della terra e, per grazia di Dio, gli Stati Uniti sono la nazione di maggior successo, dai risultati più straordinari e più apprezzati che siano mai esistiti nella storia dell’umanità. Ed è un onore essere vostro presidente”.
Il tycoon è poi passato a tessere le lodi della Dichiarazione d’Indipendenza, l’atto firmato a Filadelfia che nel 1776 ha sancito la liberazione dalla dominazione dell’Impero britannico e la nascita del Paese: “Le parole della nostra Dichiarazione hanno scatenato un terremoto: hanno avviato una rivoluzione che non si è mai conclusa e che continua ancora oggi”.
Trump ha quindi attaccato i suoi avversari politici e ha descritto il comunismo come “il nemico del 4 luglio 1776”. L’identità americana “è sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni” e, per questo, “possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci comportiamo da stupidi”. “Il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora. È un fallimento totale. Guardate le persone che lo promuovono. Alla vigilia di questo 250/mo anniversario della libertà americana, dichiariamo e giuriamo che l’America non sarà mai un Paese comunista”, ha aggiunto il tycoon.
Cancellata la parata di Washington per il Giorno dell’Indipendenza. L’evento è stato annullato a causa del caldo estremo. Il National Weather Service ha infatti emesso un’allerta per caldo estremo nell’area di Washington, prevedendo indici di calore tra i 43 e i 46 gradi. La parata era prevista per le 10:30 (16:30 in Italia) del 4 luglio, giorno dei 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti. “La decisione è stata adottata dopo una attenta e approfondita valutazione, mettendo al primo posto la sicurezza di partecipanti, spettatori e personale”, si legge nella nota.
Leone XIV visita Lampedusa. Il primo Papa americano della storia ha scelto di declinare l’invito ufficiale della Casa Bianca per recarsi invece alla porta dell’Europa.”Porgo le mie più sentite congratulazioni a tutti gli americani in occasione del 250° anniversario della firma della Dichiarazione di Indipendenza. Questo anniversario segna quel momento determinante nella storia degli Stati Uniti d’America, il 4 luglio 1776, che ha dato voce duratura agli ideali di libertà, uguaglianza, ricerca della felicità, giustizia e autogoverno democratico”, l’augurio del Pontefice che invita ad abbattere ogni muro.
In una lettera inviata in occasione del 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti d’America Leone XIV ricorda: “Questo anniversario rappresenta un invito non solo a celebrare il straordinario percorso della nazione, ma anche a riflettere sulle responsabilità che i figli e le figlie di questo Paese hanno gli uni verso gli altri e verso le generazioni che erediteranno la nazione che si sta plasmando oggi”. “Tra i principi più cari – ricorda Prevost a pochi giorni dallo strappo con i Lefebvriani- vi è la libertà religiosa: il diritto di ogni persona di professare la propria fede secondo coscienza e di praticarla apertamente, senza costrizioni né timori. Nel commemorare questo anniversario, è importante riconoscere che la libertà di religione è da tempo al centro della promessa americana, a tutela sia della dignità individuale sia della coesistenza pacifica di un popolo eterogeneo”.
Mattarella: “Usa e Italia continuino a lavorare insieme”. In un messaggio inviato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il capo dello Stato Mattarella sottolinea come in un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per l’umanità, “è essenziale che Washington e Roma, anche nell’alveo dell’Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per il mondo intero”.