Ucraina, altra notte di attacchi russi. Meloni: “Niente soldati italiani a Kiev”

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L’Ucraina ha vissuto un’altra notte di paura dopo una serie di attacchi russi che hanno colpito il Paese. E secondo i dati si tratterebbe del più pesante bombardamento dalla fine di luglio. In numeri: quasi 600 droni e 31 missili, tra i quali gli ipersonici Kinzhal, si sono abbattuti su Kiev e diverse altre regioni con un bilancio che, secondo i servizi d’emergenza ucraini, è di almeno 19 morti, di cui 4 bambini, e decine di feriti. Danneggiate anche le sedi della delegazione dell’Ue e del British Council. “Attacchi vergognosi” che hanno colpito “civili innocenti” e che “minacciano la pace che il presidente Trump sta perseguendo”, ha detto l’inviato speciale Usa Keith Kellogg.

Intanto Mosca ha affermato di aver preso di mira “imprese del complesso militare-industriale e basi aeree militari ucraine”, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, che non ha specificato di quali obiettivi si trattasse. Volodymyr Zelensky, dal canto suo, ha invece accusato la Russia di “scegliere la balistica invece del tavolo dei negoziati”. “Questi missili e droni d’attacco russi oggi sono una chiara risposta a tutti coloro che, per settimane e mesi, hanno chiesto un cessate il fuoco e una vera diplomazia”, ha aggiunto il presidente ucraino, lanciando critiche in particolare a Pechino e Budapest, che nei giorni scorsi aveva denunciato i bombardamenti ucraini sull’oleodotto Druzhba che porta il greggio russo verso l’Ungheria e la Slovacchia.

Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha approvatouna vendita di armi all’Ucraina per 825 milioni di dollari, che includerà missili a raggio esteso e relative attrezzature per potenziarne le capacità difensive, mentre gli sforzi Usa per mediare la pace tra Kiev e Mosca sembrano in stallo. Per la premier Giorgia Meloni, che si è riunita a Palazzo Chigi con i suoi fedelissimi, Mosca non accetta del tutto l’accordo di pace. Allo stesso tempo, la presidente del Consiglio ha ribadito che i soldati italiani non saranno mandati a Kiev. Per ora è così. Ma non è detto che le cose possano cambiare. D’altronde, in Ucraina sembra sempre accadere di tutto e ad oggi nessuna ipotesi può essere esclusa.