
Lutto nel mondo della cultura, dell’ecologia e della gastronomia internazionale: si è spento all’età di 76 anni Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. La notizia, che lascia un vuoto inestimabile nell'attivismo ambientale e agroalimentare globale, è stata resa nota attraverso un comunicato ufficiale dello stesso movimento da lui guidato e ispirato sin dal 1986.
Nato a Bra, una piccola cittadina in provincia di Cuneo, nel 1949,
ha cambiato l'idea del cibo in tutto il mondo, attribuendogli un valore politico. Petrini non è stato soltanto un sociologo e un gastronomo, ma un vero e proprio rivoluzionario culturale. Con la nascita di Slow Food, ha scardinato i paradigmi del consumo moderno introducendo e difendendo strenuamente il concetto di
un cibo che deve essere, prima di tutto, «buono, pulito e giusto per tutte e tutti». Una filosofia nata per promuovere il diritto al piacere che ha restituito dignità ai produttori locali e ha trasformato l'atto del nutrirsi in un profondo gesto etico, politico e sociale.
Nel 1986 Petrini ha fondato Arcigola, che sarebbe diventata Slow Food Italia, esperienza che ben presto si è diffusa in tutta la Penisola e anche all'estero. Tant'è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà” amava ripetere Carlo Petrini. Una frase che, come ricorda oggi Slow Food, sintetizzava fedelmente la sua intera esistenza, guidata dall'incrollabile convinzione che i sogni e le visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con profonda passione, hanno la forza intrinseca di tradursi in azioni concrete.
Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell'intera società e non solo in Italia. Le sue intuizioni e
le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell'ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione,
ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui”.