Allarme siccità in Italia. Da domani al vaglio la turnazione dell’acqua a Roma

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Da domani lunedì 24 luglio, i tecnici di Acea, la multiutility al 51% del Campidoglio, lavoreranno alle ipotesi di turnazione dell’ acqua nelle case dei romani. Se fosse confermato lo stop deciso dalla Regione Lazio, a partire dal 29 luglio, al prelievo di acqua dal lago di Bracciano -usato dall’Acea come riserva idrica nei momenti di siccità – si ipotizza la chiusura a turno dei rubinetti per alcune ore nei 15 Municipi. Nelle scorse settimane molti utenti avevano denunciato la mancata erogazione dell’acqua per la scarsa pressione. Siamo “Obbligati all’ordinanza, si rischia catastrofe ambientale”, ha aggiunto ieri il governatore del Lazio Zingaretti. Intanto il ministro delle politiche agricole e forestali Martina assicura che il governo è pronto a “collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e la verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica”. Sono state attivate misure di contrasto all’emergenza: “sono 3 – spiega – gli assi di intervento: attivazione del fondo di solidarietà nazionale, aumento degli anticipi dei fondi europei Pac, 700 mln per il piano rafforzamento delle infrastrutture irrigue”.
“Siamo in campo – ha dichiarato ancora Martina in una nota – per tutelare i produttori agricoli che stanno subendo danni dalla prolungata siccità di queste settimane. Abbiamo sostenuto con forza l’emendamento approvato ieri al Senato per l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale. È un intervento necessario anche per le aziende non assicurate per consentire l’utilizzo di strumenti concreti come la sospensione delle rate dei mutui e dei contributi assistenziali e previdenziali”.
Allo stesso tempo, ha rilevato il ministro, “abbiamo chiesto il via libera alla Commissione europea per aumentare gli anticipi dei fondi Ue della politica agricola comune. Potremo così aumentare di oltre 700 milioni di euro le anticipazioni, portandole a 2,3 miliardi di euro a ottobre, e garantire più liquidità alle imprese agricole”. Martina ha quindi sottolineato che si sta “andando avanti anche nel piano strategico per dare ai nostri territori infrastrutture irrigue migliori, più efficienti e con meno spreco di acqua. È un intervento necessario guardando al medio periodo e all’effetto che il cambiamento climatico sta producendo sempre più spesso sulle nostre produzioni”. È un tema cardine, ha concluso, “che affronteremo anche in occasione del G7 agricoltura di ottobre a Bergamo, perché per tutelare gli agricoltori dalle crisi c’è bisogno di strumenti nuovi e più efficaci”.
Dall’altro lato della penisola, nel Delta del Po, è stato chiesto al sistema irriguo di rinunciare a quote percentuali di prelievo già concesse e ai grandi laghi (Como, Maggiore, Iseo, Garda) di erogare portate sufficienti per alimentare il Po.
E ancora: stato di emergenza nelle province di Parma e Piacenza, dove il lago di Mignano è ai minimi. Problemi segnalati anche in Romagna e un deficit idrico in Veneto, mentre la Sardegna chiede lo stato di calamità naturale.
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