Hotel Rigopiano, tre condanne e cinque assoluzioni nel processo d’appello bis

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
Tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni: è quanto deciso ieri (11 febbraio), dopo otto ore di camera di consiglio, nella sentenza del processo d’appello bis per il disastro di Rigopiano. Condannati a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Assolti l’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio e Emidio Primavera. Due prescrizioni per gli ex dirigenti della Provincia Di Blasio e D’Incecco. A nove anni dalla tragedia dell’hotel Rigopiano, travolto e distrutto da una valanga il 18 gennaio 2017, è quindi arrivato un nuovo capitolo, il quarto, del percorso giudiziario.

Anche in questa occasione – come accaduto in passato – dopo la lettura del dispositivo ci sono stati momenti di tensione. L’avvocata dell’ex sindaco di Farindola Lacchetta, Cristiana Valentini, è scoppiata in lacrime per il pronunciamento di assoluzione. Una reazione che non è piaciuta ai parenti delle vittime, in particolare alla madre di Stefano Feniello che ha urlato: “Si piange per la morte di un figlio non per un’assoluzione”. Il procuratore generale Paolo Barlucchi ha così commentato la sentenza: “Per la prima volta si riconosce l’inerzia e la responsabilità di una pubblica amministrazione per una tragedia”.

Solo pochi giorni fa è caduta la ricorrenza del nono anno dalla strage e in occasione delle commemorazioni l’attuale sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, ha denunciato l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni. Il primo cittadino ha lanciato un appello per la viabilità montana e la ricostruzione, sostenendo che in questi anni sono state dette “molte parole”, ma realizzati “pochi fatti”. Alla vigilia del decennale, il sindaco ha chiesto che la memoria diventi un impegno concreto.