Legambiente, 24 città già oltre limite annuo dello smog

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Auto accese in fila producono smog e pm10
Scatta l’emergenza smog in 24 città del nord Italia sparse in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.
A lanciare il nuovo allarme è Legambiente che nel report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo” – un’edizione straordinaria di ‘Mal’aria’ – mette Torino (con 66 giorni di sforamento) in testa alla classifica delle città peggiori, seguita da Cremona (58), Padova (53) e Milano (50).
Tra le prime 25 in classifica ci sono anche altre città oltre la soglia, come per esempio Frosinone che si piazza al quarto posto con 52 sforamenti. Inoltre – viene spiegato – per alcune di queste città non è una sorpresa ritrovarsi oltre i limiti fissati: “già da marzo alcune città” erano “ampiamente” oltre i 35 giorni consentiti; tra queste Torino, Alessandria, Asti, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Venezia, Padova e Vicenza.
Per far fronte al problema smog, il sindaco Giuseppe Sala ha deciso di anticipare l’entrata in vigore del protocollo firmato in estate dal ministero dell’Ambiente con Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto per introdurre misure omogenee di contrasto al Pm10, le polveri sottili, dannose perché così fini da superare i filtri nasali e finire dritte in bronchi e polmoni.
Da oggi dunque Milano ferma dalle 8,30 alle 18,30 tutti i diesel fino all’Euro 4 adibiti al trasporto delle persone e dalle 8,30 alle 12,30 quelli per il trasporto merci fino all’Euro 3 diesel. Sarà inoltre  vietato in modo permanente l’accesso in centro a tutti veicoli diesel fino all’Euro 4 senza il filtro anti particolato.
Anche Bergamo ha deciso di anticipare i blocchi e oggi fermerà i diesel più inquinanti. La scelta dei Comuni lombardi ha spinto Torino a mettersi in scia: oggi la giunta guidata da Chiara Appendino approverà la delibera sui blocchi, e in giornata la sindaca firmerà l’ordinanza per attuarli. I diesel, in questo caso fino all’Euro 4, si fermeranno quindi già domani: dalle 8 alle 19 quelli per il trasporto persone; dalle 8,30 alle 14 e dalle 16 alle 19 quelli per il trasporto merci.
A parte alcune differenze di orario quest’anno le città non viaggeranno più in ordine sparso ma secondo un protocollo messo a punto da governo e regioni e valido per tutti i comuni del Bacino Padano con più di 20 mila abitanti che negli ultimi cinque anni hanno superato almeno tre volte il limite dei 35 sforamenti annuali consentiti dall’Unione europea per quel che riguarda i valori di Pm10: 50 microgrammi al metro cubo.
Il piano si basa su tre livelli. Verde: nessuno sforamento dunque nessuna limitazione. Arancione: quattro giorni consecutivi di sforamento e stop ai diesel fino all’Euro 4 e dei veicoli commerciali a gasolio fino all’Euro 3. Rosso: dieci giorni consecutivi oltre i limiti con i blocchi che si estendono anche ai mezzi commerciali Euro 4 diesel.
Le misure concordate con il governo diventeranno più severe dall’ottobre 2018, quando i diesel Euro 3 non potranno circolare dalle 8,30 alle 18,30 di tutti i giorni dal primo ottobre al 31 marzo. Il primo ottobre del 2020 analogo divieto sarà esteso ai diesel Euro 4 e dall’ottobre 2025 ai diesel Euro 5. Il protocollo anti inquinamento prevede anche il divieto di utilizzare sistemi di riscaldamento a legna, accendere falò, barbecue, fuochi d’artificio. E obbliga a mantenere a 19 gradi la temperatura in abitazioni e uffici. Problema che in questi giorni non si pone, visto il clima quasi estivo. Nel dubbio, però, sia Milano sia Torino hanno disposto di non accendere i termosifoni negli edifici di loro proprietà invitando cittadini e amministratori di condominio a fare altrettanto.
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