Uova al Fipronil: nuovi casi a Viterbo e Ancona

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Prosegue l’allarme nel nostro Paese delle uova al Fipronil. Nelle verifiche nelle ultime ore i carabinieri dei Nas hanno scoperto altri due nuovi casi di uova contaminate dall‘insetticida vietato negli allevamenti di animali per il consumo umano. Il primo caso a Viterbo, dove sono state sequestrate 53mila uova per alimentazione umana, più 32mila per alimentazione zootecnica e 15mila galline. Il secondo sequestro invece è avvenuto ad Ancona e ha riguardato 6mila uova e un allevamento da 12mila galline.
In precedenza erano stati già trovati campioni risultati positivi al Fipronil nelle Marche e nel Lazio, mentre nella giornata di ieri altri due casi di uova contaminate erano state scoperte in Campania, in due centri di imballaggio annessi ad allevamenti di ovaiole e lunedì era stata la volta di una partita di omelette surgelate, scoperta in Lombardia. In totale quindi le regioni attualmente interessate e a rischio in Italia sono Campania, Marche, Lazio e Lombardia. 
In una prima fase le attività di controllo da parte dei carabinieri dei NAS avevano rintracciato e bloccato prodotti pericolosi o sospetti provenienti dall’estero, dopo che gli stessi avevano sequestrato, una decina di giorni fa, un preparato a base di uovo importato dalla Francia ed arrivato in una azienda dell’Emilia Romagna, dove era stato fermato prima di essere distribuito sul mercato.
Attualmente è in corso una seconda fase operativa, che sta interessando l’intera filiera nazionale del comparto degli ovoprodotti, con interventi ispettivi, campionamenti e sequestri cautelativi di prodotti di varie tipologie. Due le ipotesi su cui i Nas stanno indagando per quanto concerne l’uso del Fipronil rintracciato nelle uova in Italia. La prima riguarda l’attività di disinfestazione del terreno in assenza di animali, mentre la seconda riguarda la presenza illegale dell’insetticida nei mangimi.
Gli inquirenti stanno valutando un’eventuale denuncia penale per i proprietari degli allevamenti sequestrati, i quali potrebbero ricevere anche una denuncia amministrativa con possibile perdita di autorizzazione al commercio. I reati ipotizzati sono attentato alla salute e immissione in commercio di alimento adulterato.
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