“Portatelo fuori”: ragazzo con disabilità allontanato dal Consiglio. Il sindaco: “Caso montato ad arte”

Un vocalizzo, forse due. Sarebbe bastato questo affinché a Dueville, in quella che è la casa di tutta la comunità, un ragazzino venisse allontanato. Sarebbe accaduto il 23 dicembre scorso, durante la presentazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ma il fatto emerge solo oggi per tutelare il minore e perché – asseriscono dalla minoranza – “il fatto, prima che politico, è una questione di sensibilità civica”.

Protagonista, suo malgrado, un ragazzo con disabilità intellettiva che – così viene riportato – dopo aver rumoreggiato, sarebbe stato caldamente invitato tramite microfono a lasciare la sala consiliare del Municipio di Dueville su ordine di un infastidito sindaco Giuliano Stivan. Un episodio denunciato dal gruppo di minoranza “Esserci per Dueville” che ha riacceso il dibattito sul ruolo delle istituzioni nella tutela delle fragilità. Secondo quanto riferito dalla consigliera Elena Lionzo, presente all’evento, il ragazzo non avrebbe arrecato alcun disturbo. I suoi compagni e gli insegnanti stavano seguendo l’iniziativa con attenzione, mentre il giovane, pur manifestando alcuni vocalizzi, sarebbe rimasto tranquillo senza quindi distrarre i compagni. L’ordine di allontanamento, pronunciato con l’imperativo “portatelo fuori” seguito a un “non so come in classe riusciate a seguire le lezioni”, sarebbe stato espresso davanti ad almeno una quarantina di studenti, oltre all’intera giunta e ad alcuni docenti, all’interno della sala consiliare, luogo simbolo della rappresentanza democratica.

La minoranza parla di un episodio “grave e inaccettabile”, che avrebbe profondamente colpito i ragazzi presenti, spingendoli a raccontare l’accaduto una volta tornati a casa. I genitori, rammaricati, si sarebbero mossi tramite l’Associazione Genitori, chiedendo spiegazioni e scuse da oltre un mese, senza ricevere risposte ritenute adeguate: “Non si tratta di un episodio marginale – afferma Lionzo – ma di un atto di esclusione compiuto da chi rappresenta le istituzioni e che per primo dovrebbe garantire rispetto, tutela e inclusione, soprattutto nei confronti dei più fragili. Ci lascia allibiti la condotta del sindaco, che per settimane si è rifiutato di incontrare i genitori, rimandando il confronto a una Consulta senza la sua presenza. Solo dopo una nostra formale richiesta di accesso agli atti, il primo cittadino ha ricevuto l’Associazione Genitori, senza mai mettere in discussione il proprio comportamento”.

La consigliera solleva anche un interrogativo provocatorio: “Dobbiamo allora chiederci se da domani alle persone con fragilità verrà chiesto di esibire un cartello informativo per poter accedere agli spazi pubblici”. Secondo l’opposizione infatti, sarebbero stati disattesi principi fondamentali come la parità di accesso, la tutela delle persone con disabilità e il contrasto alle disuguaglianze: “È legittimo interrogarsi – conclude Lionzo – se sia questo il modello di istituzione che si vuole trasmettere ai cittadini più giovani: un’istituzione che, di fronte alla fragilità, sceglie l’emarginazione”.

Il sindaco Giuliano Stivan durante una recente manifestazione sportiva

Ma di fronte alle pesanti accuse rivoltegli, è lo stesso sindaco Giuliano Stivan ad intervenire direttamente, con toni molto duri: “È francamente inaccettabile assistere ad una strumentalizzazione politica tanto cinica quanto irresponsabile – dichiara rammaricato e sorpreso – si sta tentando di costruire un caso artificioso partendo da un fatto inesistente. Non c’è mai stata, né direttamente né indirettamente, alcuna volontà discriminatoria da parte mia”. Stivan contesta anche la ricostruzione secondo cui non vi sarebbero stati contatti successivi alla cerimonia: “È gravemente falso sostenere che non ci siano stati dialoghi. Dai primi giorni di gennaio è in corso una comunicazione costante e documentata con l’Associazione Genitori. Abbiamo già programmato un incontro sia con i genitori sia con gli studenti, proprio per affrontare il tema in modo trasparente”. Il primo cittadino annuncia inoltre di voler tutelare la propria posizione nelle sedi opportune: “Di fronte a una diffamazione gratuita e costruita ad arte, mi riservo senza esitazione di adire alle vie legali nei confronti di chi ha sottoscritto e diffuso tali affermazioni”.

Considerazioni che prefigurano un caso tutt’altro che archiviabile e che, al contrario, diventano fendente proprio nei confronti di chi avrebbe sollevato un “polverone polemico”: “La consigliera Lionzo era presente all’intera cerimonia e ha scelto di non intervenire, pur potendolo fare. Evidentemente – attacca Stivan – si è preferito che un presunto malinteso venisse strumentalizzato a posteriori anziché chiarito subito”. Quasi un cortocircuito da cui però Lionzo si smarca subito: “In quel momento non ho preso parola davanti a tutti, ma garantisco che una volta a casa mi sono molto interrogata sull’opportunità di farlo, tanto ero scossa. Ciò non esime il sindaco dal farsi un serio esame di coscienza – chiosa perentoria la capogruppo – posto che ho subito stigmatizzato la cosa tramite l’assessore al mio fianco, inviando anche un messaggio – in serata – per sincerarmi se si fossero confrontati sulla gravità di quanto accaduto”.

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