Caccia, Zanoni chiede di annullare l’apertura della stagione: “Animali allo stremo per la siccità”

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“Confermare la caccia estiva con la preapertura di sabato prossimo, viste le condizioni ambientali e climatiche, è un gesto da irresponsabili. Gli animali selvatici sono stremati dalla straordinaria e prolungata ondata di caldo e dalla siccità, il presidente della Regione Luca Zaia intervenga per fermare questa follia, visto che mancano ormai pochi giorni”. La richiesta arriva dal consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni.

“Associazioni come Wwf, Lipu, Enpa, Lac, Legambiente, Italia Nostra e Pro Natura hanno già fatto un appello sia al governo che ai presidenti delle Regioni per sospendere l’apertura lla stagione venatoria, prevista a livello nazionale per la terza domenica di settembre – spiega Zanoni, vicepresidente della commissione regionale Ambiente -. Sarebbe opportuno rimandarla almeno alla prima metà di ottobre, invece nella nostra regione è stato addirittura deciso di anticiparla al 2 settembre, in piena estate. Gli ultimi due mesi sono stati pesantissimi per numerose specie di uccelli e di mammiferi: gli incendi hanno colpito habitat naturali come boschi e arbusteti; secondo le associazioni ambientaliste e animaliste a causa delle fiamme hanno perso la vita circa 40 milioni di animali selvatici in tutta Italia. Ai roghi va aggiunta la prolungata siccità, che rende il quadro estremamente drammatico, siccità che ha colpito in particolare il Veneto. Zaia dovrebbe almeno essere coerente con se stesso: come può dichiarare che i danni all’agricoltura in Veneto sono enormi, emettendo ordinanze di calamità per avversità atmosferica e poi negare che ci siano conseguenze per gli animali selvatici? Il suo silenzio è davvero preoccupante, visto che ha la possibilità di intervenire, Dal 7 agosto sulla sua scrivania c’è anche la richiesta formale di bloccare la caccia estiva arrivata dalle associazioni, Wwf in primis, a cui non ha mai risposto. Una richiesta supportata da importanti e condivisibili ragioni scientifiche, tecniche e giuridiche di cui la Regione dovrebbe tenere conto”.
L’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, data la crisi idrica e gli incendi che hanno colpito varie parti d’Italia, ha emesso una nota con alcuni comportamenti da rispettare. In particolare, l’Ispra fino a quando continuerà il deficit idrico “ritiene opportuno venga previsto il divieto di caccia da appostamento, che potrebbe determinare una concentrazione del prelievo in corrispondenza dei punti di abbeverata. Tale divieto risulta di particolare rilevanza qualora sia stata autorizzata l’anticipazione del prelievo (la cosiddetta preapertura) nei confronti di talune specie”. L’Istituto ritiene opportuno anche il posticipo a inizio ottobre dell’apertura della stagione venatoria agli anatidi e agli altri uccelli di palude. Per quanto riguarda le specie stanziali, prosegue la nota, “in assenza di informazioni dettagliate a riguardo, si ritiene opportuno vengano adottate a titolo precauzionale misure volte a limitare la pressione venatoria nel corso della stagione (ad esempio attraverso la riduzione del periodo di caccia o la limitazione del carniere consentito). Particolare attenzione dovrà essere prestata nelle situazioni ove è prassi abituale effettuare ripopolamenti di lepri o di Galliformi nel corso dell’estate; la mortalità dei soggetti rilasciati, già elevata in condizioni ambientali normali, nella situazione attuale potrebbe diventare talmente alta da rendere pressoché inefficace lo stesso intervento di ripopolamento. Qualora non siano ancora stati effettuati i rilasci, si suggerisce di attendere il miglioramento delle condizioni ambientali e, conseguentemente, di posticipare l’apertura della caccia nei confronti delle specie oggetto di ripopolamento per consentire l’ambientamento dei soggetti immessi. In caso contrario, si ritiene realistico ritenere che solo una frazione minima dei contingenti introdotti in natura sia ambientata, pertanto si suggerisce di adottare provvedimenti volti ad evitare che si eserciti un eccessivo prelievo nei confronti delle popolazioni naturali”.

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