Le rassicurazioni del sindaco non bastano, cittadini in piazza per scongiurare l’arrivo di profughi

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Cittadini in piazza a Lugo Vicentino preoccupati per voci dell'arrivo di 40 profughi

Il timore dell’arrivo di una quarantina di richiedenti asilo in paese ha spinto alcuni cittadini di Lugo a scendere in piazza ieri sera, invitati dai comitati Lugo dice No, PrimaNoi (con la partecipazione anche del comitato costituitosi contro i profughi a Bolzano Vicentino tempo fa) per capire di più sulla questione che sta generando preoccupazione tra gli abitanti.

Nonostante il periodo di ferie ed il caldo, si è presentato in piazza 25 Aprile un nutrito numero di persone: oltre 150 secondo gli organizzatori, tra paesani ed esponenti dei vari comitati che hanno promosso l’assemblea. La serata si è conclusa con l’intenzione di “proseguire nella mobilitazione contro i continui arrivi di immigrati nei paesi della provincia, da Tonezza e Pedemonte fino a Vicenza”, spiegano da PrimaNoi.

In serata, poco prima della manifestazione, dal sindaco di Lugo Robertino Cappozzo erano arrivate rassicurazioni circa le voci che da giorni circolavano in paese sul previsto arrivo di 40 richiedenti asilo da ospitare in una struttura, ma i comitati ieri sera hanno consigliato ai cittadini di rimanere vigili rispetto alla questione. “Da Tonezza a Sandrigo fino a Bolzano Vicentino passando per Schio, sono numerose le realtà che stanno pagando a caro prezzo le false promesse dei funzionari della prefettura e dei sindaci conniventi che sostengono acriticamente l’accoglienza diffusa – ha spiegato Alex Cioni di PrimaNoi -, per cui pensare che bastino le rassicurazioni di Robertino Capozzo per smobilitare è un’aspettativa eccessiva”. Il comitato Lugo dice No rimane attivo per “evitare che anche solo una decina di richiedenti asilo possa mettere piede in paese” ha sottolineato Alex Dalla Costa, mentre Lorenzo Cracco del comitato di Bolzano Vicentino ha posto l’accento sul business che gira attorno all’immigrazione raccontando la particolare situazione del suo paese che da oltre due anni è legato ad una “forzata convivenza con un centinaio di falsi profughi”. Alcuni stralci dell’assemblea sono disponibili qui.

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