Sanità, Cunegato: “Ulss 4 agnello sacrificale. Santorso rischia di diventare un ospedalicchio”

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“Un territorio che conta politicamente vuole che Bassano rimanga l’Ulss dominante e la Regione inventa un nuova Ulss ad personam per Bassano. L’agnello sacrificale della nuova organizzazione è proprio la nostra Ulss”. Ad affermarlo è Carlo Cunegato, consigliere di minoranza con Tessiamo Schio nell’assemblea scledense.

“Se ci fosse stata un’organizzazione come nelle altre provincie – sottolinea Cunegato in una interrogazione – Vicenza, che ha già una dimensione importante, avrebbe dovuto mantenere gli ospedali satelliti, con le loro peculiarità, i loro servizi e le loro professionalità. Il rischio che si paventa è che Bassano, per diventare un’Ulss dominante, cominci a cannibalizzare Thiene-Schio. Nessuno dei direttori – sanitario, generale, sociale e amministrativo – dorme nell’Alto Vicentino. Si sono portati via la sede legale e la sede operativa. Anche la direzione del distretto (ovvero tutto ciò che non è ospedale) è stata affidata in facente funzioni ad una dirigente che viene da Bassano, la dottoressa Corò”.

“Nell’arco del 2017 –  sottolinea ancora il consigliere di Tessiamo Schio – ben dieci primari, ossia direttori di Unità operativa complessa, andranno via dall’ospedale di Santorso, lasciando spazio ai primari di Bassano. In ordine: cardiologia, chirurgia, dialisi, serd, psichiatria, oculistica, ortopedia, urologia, direzione medica, geriatria. Urologia è già oggi predominante al San Bassiano e il primario facente funzioni di Santorso sta per andare a lavorare là. La questione non riguarda in realtà i primariati, ma la paura che questa scelta, in futuro, dirotterà anche gli investimenti, diminuendo i così i servizi”.

Nel gennaio 2016 Tessiamo Schio aveva presentato una domanda di attualità in consiglio comunale, nella quale esprimeva la propria preoccupazione per l’incorporazione con Bassano. “Speravamo che questa aprisse una discussione nel nostro territorio e che sollecitasse un’opposizione dei nostri sindaci a questa decisione. Era una battaglia che si poteva perdere, ma che si doveva fare. Allora c’era ancora tempo per agire. Il sindaco Orsi non solo non aprì una discussione in città, ma dichiarò addirittura di essere favorevole all’unione con Bassano, perché questa poteva, secondo lui, essere un’opportunità favorevole. Oggi che questa fusione si sta materializzando la preoccupazione è sempre più palpabile. Qualche giorno fa, degli operatori dell’ospedale hanno manifestato la loro preoccupazione dichiarando ai media: ‘Il timore è che Santorso, costruito come un ospedale per acuti, si trasformi in quello che in gergo viene chiamato un eliporto. Una struttura dove vengono trasferiti i pazienti dopo aver ricevuto altrove le cure… L’impressione è che si proceda solo privilegiando i vertici bassanesi’.

Di fatto la preoccupazione è che Santorso diventi un ospedalicchio. Dal nostro punto di vista il nostro sindaco si è dimostrato nel peggiore dei casi inadeguato, nel migliore superficiale. Secondo alcuni esperti del settore infatti questa decisione sarà disastrosa per il nostro territorio. Ormai, affermano in molti, non c’è più nulla da fare. Questa sarebbe l’ulteriore beffa che saremmo costretti a subire, visto che l’ospedale voluto da Galan è costato 170 milioni di euro, ma con lo scandalo del project financing potrebbe arrivare a costare 600 milioni. Pensare che restaurare e allargare il De Lellis sarebbe costato solo 62 milioni provoca un profondo senso di indignazione”.

“Durante la Commissione IV di qualche giorno fa e sui giornali – prosegue Cunegato – il sindaco Orsi ha continuato a sostenere che la scelta di andare con Bassano è stata corretta e che perdere dirigenti e primari non significa perdere i servizi. Questo pericolo è per noi invece concreto, infatti il governatore Zaia, alla consegna di un robot regalato da Renzo Rosso all’urologia di Bassano, ha inavvertitamente dichiarato che Bassano diventerà l’ospedale dominante. Per alcuni, come per il nostro sindaco, un semplice lapsus, per noi l’esito di un vero e proprio progetto. Siamo convinti che la qualità della sanità sia il presupposto della qualità della vita. Per questo riteniamo che sia necessario vigilare in modo tale che i servizi non diminuiscano e, altrimenti, far sentire la nostra voce”.

E’ sulla scorta di questi ragionamenti che Cunegato chiede al sindaco di istituire una commissione sovracomunale, che si aggiunga alla commissione quarta del socio sanitario, con lo scopo di vigilare periodicamente lo stato dei servizi nell’ospedale di Santorso. “Essa potrebbe essere composta da un direttore dell’Ulss, alcuni sindaci della zona, preferibilmente quelli che sono già nelle commissioni Ulss e sono delegati dalla conferenza dei sindaci per disabilità, psichiatria e altri servizi, e da un rappresentante delle associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei malati come per esempio Cittadinanza Attiva o il Tribunale dei diritti del malato”. Il suo compito sarebbe quello di monitorare i movimenti e le scelte dei vertici dell’azienda Ulss e di chiedere audizione ai rappresentanti sindacali delle categorie sanitarie, avendo la possibilità di suggerire eventuali giusti interventi. “Potrebbe inoltre redigere periodicamente dei report che dovranno pervenire alle amministrazioni”.

Tessiamo chiede anche l’istituzione di un servizio di segnalazioni di disagio da parte dei cittadini, come un numero verde, una mail o un modulo di segnalazioni da raccogliere in municipio.

“La commissione potrà anche raccogliere e valutare le variazioni di progettualità e verificare i cambiamenti dei servizi territoriali, delle strutture che gestiscono i diversamente abili, gli anziani, i minori e l’area della salute mentale. La stessa attenzione dovrà essere diretta a valutare ciò che succede nei consultori familiari, nei centri di salute mentale, al serd e all’alcologia. Oltre all’ospedale abbiamo il dovere di sorvegliare anche gli altri servizi del territorio” conclude Cunegato.

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