Vaccini obbligatori, la Regione decreta la moratoria fino al 2019 per i bimbi di nidi e materne

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In attesa di conoscere l’esito del ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge nazionale che impone l’obbligatorietà di dieci vaccini, presentato dalla Regione Veneto per supportare quelli che definisce “ottimi risultati” ottenuti sinora con l’organizzazione attivata dal 2007 e basata sull’informazione ai genitori, la Regione Veneto ha predisposto un decreto con le “indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin”. Decreto che porta la firma del Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan e che prevede per i bambini da 0 a 6 anni l’applicazione del regime transitorio fino all’anno 2019/2020. Ci sarà tempo insomma fino all’anno scolastico 2019/2020 in Veneto per presentare tutta la documentazione vaccinale per i bimbi da zero a sei anni ed evitare la decadenza dell’iscrizione dagli asili nido e infanzia.

Nel concreto, i tecnici del Veneto segnalano quella che ritengono una vistosa incongruenza delle legge del luglio di quest’anno, relativa all’articolo  3 e 3 bis. Per la Regione, infatti, il contenuto di tali articoli “non rende chiaro se le misure di restrizione alla frequenza scolastica siano applicabili sin dall’anno scolastico 2017/2018 e per l’anno scolastico 2018/2019, per i bambini già iscritti alla frequenza dei servizi educativi per l’infanzia ed alle scuole dell’infanzia prima dell’entrata in vigore della legge”. Una incongruenza che fa parte dei contenuti del ricorso del Veneto alla Corte Costituzionale.

Il comma 3 prevede infatti “per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso”. Per i tecnici della Regione questo sarebbe in contrasto con  quanto espresso all’articolo 3 bis che descrive invece le misure per l’anno scolastico 2019. Al comma 5, infatti, si dice che: “Per  i  servizi  educativi per   l’infanzia e le   scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui  al  comma  3  nei  termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione”.

“Ne deriva – afferma la Regione in una nota – che in attesa di eventuali ulteriori chiarimenti ministeriali, per quanto riguarda la frequenza dei servizi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia dall’anno scolastico 2017/2018 per i bambini già iscritti si applicherà il regime transitorio fino al 2019/2020 anno che prevede, invece, la decadenza dell’iscrizione.

Per agevolare le famiglie e le scuole, per i bambini e i ragazzi da zero e sedici anni, per gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19, il decreto della Regione prevede di anticipa quanto previsto dalla legge a partire dall’anno scolastico 2019/20, ossia l’invio alle scuole degli elenchi dei bambini con la loro situazione nei confronti della vaccinazione, privi di dati sensibili. Per tutti i soggetti non in regola (tra zero e 16 anni) le Aulss avvieranno l’iter conseguente all’inadempimento dell’obbligo vaccinale (ossia la sanzione amministrativa-pecuniaria).

Nel frattempo, la Regione del Veneto ha già inviato le prime indicazioni operative per  l’applicabilità della legge Lorenzin e ha fornito a tutte le Aziende Ulss il modello di autocertificazione da utilizzare da parte dei genitori per la presentazione agli uffici scolastici.

Le Aziende Ulss, dopo avere verificato che i bambini “non in regola” con l’obbligo vaccinale dagli elenchi già ricevuti dalle scuole, non abbiano un appuntamento già fissato,  invieranno ai genitori  una lettera raccomandata invitandoli ad un colloquio per ulteriori approfondimenti e per procedere alle vaccinazioni.

Il decreto ribadisce anche che sono utilizzabili i modelli di autocertificazione già trasmessi alle Aziende Ulss.

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