Allarme siccità: nei bacini del Po e del Brenta è crisi idrica. Cia: “Non sprecare l’acqua”

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Nel Delta del Po e nel comprensorio del Brenta è già crisi idrica. L’ultimo bollettino dell’Osservatorio sugli Utilizzi Irrigui di Anbi Veneto (l’associazione che raggruppa i consorzi di bonifica) spiega che “nei prossimi giorni è previsto un aumento della domanda irrigua a motivo delle alte temperature e della fase cruciale di sviluppo delle colture”.

La situazione nel bacino de Po
Attualmente nella sezione di Pontelagoscuro viene registrata una portata del Po inferiore a 440 metri cubi al secondo, un valore al di sotto della soglia critica (450 metri cubi al secondo), oltre la quale anche le barriere antisale perdono efficacia nel contenimento del cuneo salino.
Al fine di tutelare il patrimonio agricolo del territorio, sentenzia il bollettino “occorre adottare misure straordinarie, quali limitare o sospendere parzialmente le derivazioni e le prese d’acqua nei tratti più esposti al fenomeno”. Non solo: “Si sta registrando una progressiva e preoccupante risalita del cuneo salino, lungo i tratti terminali dei rami deltizi. Tale fenomeno di intrusione di acqua marina ha raggiunto distanze significative nell’entroterra, superando i limiti di tollerabilità per l’uso irriguo; l’impiego di acque con elevati livelli di salinità per l’irrigazione comporta un rischio elevato di salinizzazione dei suoli e danni irreversibili alle colture”.

La situazione nel bacino del Brenta
Allarme pure nel territorio del fiume Brenta. Qui il consorzio di bonifica ha fatto sapere che “si stanno valutando tutte le opportunità, comprese la sospensione o lo slittamento dei turni irrigui”.
Quest’estate, insomma, secondo Cia Veneto, si prospetta una crisi idrica importante: “Non abbiamo ancora delle stime ufficiali, ma potrebbe essere equiparabile a quella che si è verificata nel 2022”. Allora il Veneto subì danni per quasi 1 miliardo di euro. In alcune zone il mais, coltura particolarmente idroesigente, toccò punte del -90%, mentre la soia toccò sfiorò un -60%. “Non dobbiamo farci trovare impreparati da qui alle prossime settimane – osserva il direttore di Cia Veneto, Maurizio Antonini – Il principio cardine è che non deve venire sprecata nemmeno una goccia d’acqua, sia ad uso agricolo che civile. Ne va anche del mantenimento dei nostri ecosistemi”. “Auspichiamo una forte presa di posizione da parte delle istituzioni finalizzata a garantire un corretto approvvigionamento della risorsa idrica sia ad uso agricolo che civile”, conclude.

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