Vaccini obbligatori, scontro a tutto campo sulla moratoria veneta

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Governo e Regione Veneto ai ferri corti sull’applicazione della legge sull’obbligatorietà dei vaccini dopo che ieri a Venezia si è decisa la moratoria fino al 2019. E lo scontro, inesorabilmente, scivola anche sul crinale politico.

Il Ministero della Salute sta valutando se impugnare il decreto veneto: “Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione” ha affermato il ministro Beatrice Lorenzin.

“Lorenzin – ribatte il presidente del Veneto Luca Zaia- minaccia la migliore sanità d’Italia. Se ci saranno epidemie non saranno certo in Veneto, ma nelle regioni dove non si vaccina. La coercizione crea abbandono vaccinale, serve dialogo con i genitori come facciamo noi. Siamo talmente in brutta compagnia, che assieme a noi ci sono 15 Stati europei che hanno lo stesso modello del Veneto. Il ministro dovrebbe preoccuparsi delle regioni che non hanno ancora l’anagrafe vaccinale, il Veneto è l’unica regione d’Italia che ha l’anagrafe vaccinale informatizzata”.

Lo scontro coinvolge anche le altre Regioni. Sergio Venturi, assessore regionale alla sanità dell’Emilia Romagna, definisce quella veneta un decisione “incomprensibile e ingiustificata”, che lascia “allibiti” (l’Emilia Romagna è stata la prima regione ad introdurre l’obbligo vaccinale nelle scuole materne). “La cosa che più lascia increduli – afferma – è la leggerezza con cui si assume una decisione del genere: le malattie non si fermano certo ai confini del Veneto. Di fronte a eventuali epidemie chi ne risponderà?”. “L’unico dato di fatto che risulta  incomprensibile – gli ribatte l’assessore veneto alla sanità Luca Coletto – è  l’arroganza con cui il collega Venturi si  permette di lanciare strali contro una legittima decisione di  un’altra Regione. Sorprende constatare le lacune conoscitive  sull’argomento da chi, per primo in Italia evidentemente per mera scelta politica filo governativa, decise l’introduzione dell’obbligatorietà dei  vaccini”.

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