Aviaria, due focolai nel Basso Vicentino: verranno abbattuti 38 mila fra tacchini e anatre

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L’influenza aviaria, dopo aver toccato il padovano, il veronese, il mantovano, giunge anche nel basso vicentino. Trentamila tacchini e 8 mila anatre di due allevamenti, il primo a Campiglia dei Berici, il secondo a Pojana Maggiore, dovranno essere infatti  abbattuti in via preventiva perché gli allevamenti sono stati contagiati dal virus dell’influenza aviaria. Secondo i dati dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, ad oggi sono 14 le province dove si sono presentati allevamenti con focolai della malattia: Venezia, Parma, Padova, Mantova, Rovigo, Verona, Treviso, Pordenone, Torino, Bologna, Pavia, Lodi, Cremona e, ultima in ordine di tempo, Vicenza.

Il timore, è che si renda necessario l’abbattimento preventivo anche di altri animali da allevamento. L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce per lo più gli uccelli selvatici, che fungono da serbatoio. Solitamente non si ammalano, ma possono essere molto contagiosi per gli uccelli domestici come polli, anatre, tacchini e altri animali da cortile. L’influenza nel pollame si presenta regolarmente, sia nella forma causata da ceppi a bassa patogenicità (LPAI) sia da ceppi ad alta patogenicità (HPAI), come quello attuale. La malattia sostenuta da ceppi altamente patogeni ha conseguenze devastanti, sia per l’elevato tasso di mortalità che per il forte impatto economico che ne consegue, derivante dagli abbattimenti e dalle restrizioni commerciali. Infine va ricordato che i virus influenzali appartenenti al tipo A possono infettare anche altri animali e l’uomo. Si tratta di virus che mutano frequentemente e questo rende concreta la possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile, dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia.

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