Referendum in Catalogna, sì al 90%. Scontri e violenze ai seggi. Rajoy: “Messinscena”

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Schiacciante vittoria del si al contestato referendum sull’autodeterminazione della Catalogna. Nella notte sono stati diffusi i dati ufficiali sui votanti (2.262.000), mentre i chiamati alle urne erano circa 5.300.000. I SI’ sono stati 2.020.000 pari al 90%, mentre i NO si sono fermati a quota 176.000, cioè il 7,8%.
A chiudere la giornata ad alta tensione le parole di Mariano Rajoy: “Oggi non c’è stato alcun referendum. È stato una messinscena, una sceneggiata ignorata dalla maggioranza dei catalani. Siamo una democrazia tollerante ma ferma, abbiamo rispettato la legge e la Costituzione, reagito con fermezza e serenità. Domani convocherò le forze politiche parlamentari per riflettere sul futuro” così il premier spagnolo in diretta tv dalla Moncloa.
Una giornata segnata da scontri, violenze e dall’intervento costante della polizia nazionale per impedire lo svolgimento della consultazione, sgomberare i seggi e sequestrare le urne non senza episodi di violenza. Fonti del governo catalano parlano di oltre 800 feriti, due dei quali gravi. Mentre il ministero dell’Interno spagnolo ha denunciato il ferimento di 19 poliziotti e 14 membri della Guardia Civil e l’arresto di sei persone, tra cui un minore. Madrid “ha scritto una pagina vergognosa della sua storia”, ha affermato il presidente catalano Carles Puigdemont. Il vicepresidente Oriol Junqueras afferma che spetterà ora al parlamento catalano decidere se dichiarare l’indipendenza.
E martedì in Catalogna sarà sciopero generale indetto dalle organizzazioni indipendentiste contro la repressione operata dal governo spagnolo.
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