Iran, Trump sospende gli attacchi agli impianti energetici. La Spagna potrà transitare per Hormuz

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Non si fermano gli attacchi contro l’Iran da parte delle forze di difesa israeliane, che hanno annunciato di aver ucciso il comandante della Marina pasdaran, Alireza Tangsiri, mentre otto persone sono morte negli intensi raid aerei sul sud del Libano dove l’obiettivo, per Israele, resta quello di eliminare Hezbollah dai loro confini.

Intanto il presidente americano Trump ha esteso fino al 6 aprile la sospensione degli attacchi contro il settore energetico iraniano prorogando dunque di dieci giorni il periodo di distruzione degli impianti energetici iraniani. Il presidente Usa ha poi affrontato la questione dei colloqui tra Washington e Teheran, specificando che sono in corso e, nonostante le erronee dichiarazioni contrarie diffuse dai media delle ‘fake news’ e da altri, stanno procedendo molto bene. Parlando ancora dei negoziati, dopo che nei giorni scorsi gli Usa hanno inviato a Teheran una bozza di proposta di pace, il tycoon ha sottolineato: “L’Iran ci sta implorando per un accordo ma non so se siamo disposti a farlo. Nel frattempo, continueremo semplicemente a spazzarli via indisturbati”.

Le navi spagnole potranno transitare lungo lo Stretto di Hormuz, tenuto sotto scacco da Teheran. La posizione del governo di Pedro Sánchez – che ha più volte definito “illegale” la guerra intrapresa da Donald Trump e Benjamin Netanyahu – si è imposta come principale asse europeo contrario alla strategia statunitense, il che avrebbe prodotto un’apertura da parte di Teheran. Lo ha confermato l’ambasciata spagnola in Iran.

Oggi a Vaux-de-Cernay, dove i ministri degli Esteri del G7 si sono ritrovati in un clima già avvelenato dalla guerra in Iran, dalla crisi ucraina e dall’imprevedibilità dell’amministrazione Trump, è arrivata una frase destinata a pesare. Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, ha accusato apertamente la Russia di aiutare l’Iran con informazioni di intelligence “per uccidere gli americani”. Un’accusa frontale, pronunciata davanti ai giornalisti mentre si apriva uno dei vertici più delicati degli ultimi mesi. Kallas ha poi aggiunto che Mosca starebbe anche sostenendo Teheran sul fronte dei droni, in modo da consentirle di attaccare “i paesi vicini e anche le basi militari statunitensi”.

E con la guerra in Iran l’aumento del petrolio e dei carburanti non si sta fermando ai distributori. Dai voli agli alimentari, dall’edilizia ai trasporti, la tensione energetica si sta già trasformando in una raffica di rincari che rischia di spingere l’inflazione e rallentare l’economia. Uno dei settori che reagisce più rapidamente è quello del trasporto aereo. In alcuni casi gli aumenti si aggirano attorno al 5%, in altri potrebbero arrivare tra il 10 e il 15%, soprattutto sulle rotte più lunghe e sui voli intercontinentali.