Viaggio del Papa in Africa: “La pace non sia solo uno slogan”

Continua il viaggio di Papa Leone XIV in Africa. Oggi, così come ieri, è in visita nella città di Bamenda, dove ha duramente criticato i leader che spendono miliardi in guerre e ha affermato che il mondo è “devastato da una manciata di tiranni”.
Ha detto Prevost che “bisogna rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull’amore e sulla giustizia. Una pace che sia disarmata, cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia o sugli armamenti; e disarmante, perché capace di risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza”. Per Leone XIV “la pace non può essere ridotta a slogan, ma comporta il ripudio di ogni forma di violenza”. Poi ha aggiunto: “Servire il proprio Paese significa dedicarsi con mente lucida e coscienza integra al bene comune di tutto il popolo: della maggioranza, delle minoranze e della loro reciproca armonia”.

L’attacco mediatico al Pontefice dagli Stati Uniti continua. Il vice presidente JD Vance ha affermato: “Come il vicepresidente americano è cauto sulle questioni di politica, anche il Papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia”, ha detto. Vance, per difendere i bombardamenti americani all’Iran dalle critiche del Papa, ha anche scomodato la Seconda Guerra Mondiale. Il vicepresidente cattolico ha spiegato che il Pontefice ha sbagliato nel dire che i discepoli di Cristo non sono “mai dalla parte di chi un tempo brandiva la spada e oggi sgancia bombe. Dio era dalla parte degli americani quando hanno liberato la Francia dai nazisti? Credo certamente che la risposta sia sì”.
