Caos nel governo anche sulle trivelle: il M5S tira dritto ma la Lega frena

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In un governo giallo-verde che arranca, l’ultima delle tensioni in ordine di tempo che riaccende il dibattito nella maggioranza è quella relativa alle trivelle. O meglio, l’inserimento dello stop alle trivellazioni nel dl Semplificazioni. Sul tema che ha dato filo da torcere ai 5 Stelle negli ultimi giorni, interviene la sottosegretaria all’Ambiente della Lega Vannia Gava: “Non posso approvare una impostazione tutta volta a dire ‘No’ come quella che sta alla base dell’emendamento dei 5 stelle sul tema delle trivelle. È sbagliato bloccare le autorizzazioni: non possiamo consentire che la paura blocchi lo sviluppo” dichiara Gava .

Parole che arrivano come un fulmine a ciel sereno, creando un nuovo fronte di discordia tra i due alleati di governo, visto che il M5S, dopo averle autorizzate alla fine del 2018, ha poi deciso di fare retromarcia e di sospenderle qualche giorno fa.

Il vicepremier leghista Matteo Salvini frena: “Trivellare vicino alla costa no, ma dire di no a ricerche in mezzo al mare per partito preso rimettendo in discussione contratti già fatti non mi sembra molto intelligente. Noi l’energia la paghiamo molto più cara rispetto agli altri. Ok alla tutela dell’ambiente, ma non possiamo far finta che il mondo si sia fermato”. Posizione che sembra contraddire il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che sui dubbi del Carroccio aveva detto: “Penso si siano confusi, sono voci singole della Lega”, perché “io mi ricordo di aver condiviso con la Lega il referendum del 17 aprile 2016 contro le trivelle e di aver visto tanti amici leghisti con la maglietta ‘No trivelle, vota sì'”.

Non tarda ad arrivare la reazione grillina con il sottosegretario agli Esteri del M5s, Manlio Di Stefano, che in un tweet con una foto di Matteo Salvini che indossa una felpa a favore dello stop alle trivelle, rincara: “Sono certo che Salvini riporterà i suoi sottosegretari sulla giusta strada, solo qualche mese fa la Lega era super determinata e fermarle significa più lavoro e meno inquinamento”.

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